Sanità, Gambino replica a Razza dopo la lettera al vescovo. “Dall’assessore insinuazioni scomposte”

“Meno male che il progetto di smembramento della sanità nissena ancora non era stato messo nero su bianco. Meno male che non c’erano atti, come dice l’assessore Ruggero Razza nella sua nota di risposta al nostro vescovo nella quale mentre pensa a chiedere benedizioni attacca in maniera scomposta il sottoscritto, che ha avuto l’ardire di disvelare e per fortuna fermare un progetto che era ancora in embrione”. Inizia così la replica del sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino alla lettera dell’assessore alla salute Ruggero Razza indirizzata al vescovo Mario Russotto in cui l’esponente del governo Musumeci smentiva un progetto di decentramento dell’Asp nissena.

“Pensasse l’esimio assessore a rispettare i sindaci di questa provincia che chiedono un’interlocuzione, che lo invitano alla conferenza dei sindaci sulla sanità e lui per tutta risposta non si presenta, perché è impegnato in sopralluoghi propagandistici all’interno dell’ospedale Sant’Elia al quale tra l’altro mancano 80 unità di personale ed i medici e gli infermieri sono sottoposti a turni massacranti. Alle buone intenzioni, alle parole rassicuranti, alle foto sui social, iconografia di un buco rattoppato con una pezza, devono essere corrispondenti i fatti. I sindaci – prosegue Gambino – sono l’espressione del volere democratico, sono la personificazione del principio della rappresentanza e se non si rispetta loro non si rispetta il popolo. Ricordo all’assessore che ha qualche problema di collocazione temporale di fatti e avvenimenti, che il consorzio universitario nisseno è stato il primo ad istituire i corsi di medicina nel centro Sicilia, ergo non “si aggiunge” alla Kore di Enna ma è antesignano insieme all’università di Palermo. Il messaggio conciliante inviato al nostro presule non si sposa con le insinuazioni scomposte all’indirizzo di un sindaco eletto che ha solo anteposto l’interesse dei propri cittadini a quello della politica dell’inciucio. La differenza tra la politica di palazzo e quella fatta tra la gente, quando si è frontiera dei bisogni della gente, è la capacità di raccontare con chiarezza cosa accade nei luoghi dove si prendono le decisioni, che devono essere improntate sempre al bene comune e non agli interessi di parte, di una parte. Quello che faremo insieme agli altri sindaci della provincia sorveglieremo lo stanziamento dei fondi del Pnrr per evitare silenti mutilazioni. La sanità è sempre stata sin dalla notte dei tempi bacino elettorale, utilizzato prima, durante e dopo le campagne elettorali quindi che nessuno dia lezioni a nessun altro, ma piuttosto si occupi di dare servizi migliori ai cittadini, gli stessi cittadini che hanno assistito alle tristi vicende che oltre alla pandemia hanno colpito la dignità delle istituzioni tra morti aggiunti o presunti. Non si guardi alla pagliuzza negli occhi degli altri quando si ha la trave nel proprio. La libertà di poter agire per il bene comune ha un profumo buonissimo spero possa un giorno sentirlo anche Lei”.

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