Sanità, FP Cgil Caltanissetta: “Il salario di risultato 2020 un diritto, nulla di straordinario”

“Apprendiamo che con il mese di marzo sarà corrisposto il salario di risultato per l’anno 2020, per i lavoratori dipendenti dell’ASP di Caltanissetta. La notizia è stata divulgata come un “evento eccezionale”, senza considerare che percepire il salario di risultato è ancora un DIRITTO del lavoratore! Pertanto riteniamo doveroso informare che non vi è nulla di straordinario ma al contrario dovrebbe essere del tutto ORDINARIO, retribuire le indennità dovute ai lavoratori, convocare il tavolo sindacale e mantenere corrette relazioni sindacali per istaurare confronti trasparenti a garanzia di tutti lavoratori”. Lo affermano in una nota i coordinatori della Fp Cgil area dirigenza medica (Giovanni Longo, Mario Giuffrida, Francesca Nigro e Loredana Altamore) e quelli di comparto Alessandro La Marca, Salvatore Cardinale e Maurizio Lopiano.

“Perché, un contratto integrativo aziendale del comparto arrivato alla firma dopo ben 3 anni, caratterizzati da continui rinvii per mancato raggiungimento degli accordi e addirittura da una sospensione delle trattative da parte dell’Azienda, non può essere visto come un eccezionale risultato. Parliamo di un contratto integrativo che ha visto la firma della RSU e la condivisione degli altri sindacati solo perché sono stati assunti degli impegni (naturalmente ancora disattesi). La CGIL ha posto la propria firma con la clausola vincolante che entro 30 giorni dalla sottoscrizione si doveva attivare un tavolo per stilare il regolamento per l’assegnazione dei buoni pasto, tavolo mai aperto; e non basta la firma di una Organizzazione Sindacale per dare valenza agli accordi E ricordiamo inoltre che i dirigenti medici e sanitari non hanno ancora un contratto integrativo aziendale e che molti degli istituti contrattuali del CCNL, oramai in vigore da gennaio 2020, non sono ancora stati recepiti dall’amministrazione e molti dirigenti si vedono costretti ad adire per le vie legali per vedersi riconosciuto quanto loro spetta.

Sottolineiamo ancora come ad oggi, in tutta l’azienda siano in servizio pochissimi coordinatori incaricati, con la relativa indennità di coordinamento, a fronte di decine facente funzioni (in alcuni casi da decenni) che operano assumendosi notevoli responsabilità senza alcun corrispettivo economico. Quindi risulta abbastanza chiaro che non ravvediamo nulla di STRAORDINARIO cui plaudire, bensì riteniamo di essere di fronte ad un atteggiamento discriminatorio nei confronti dei lavoratori afferenti alle varie aree, un atteggiamento che oramai appare non più “come una presa in giro” ma “come una vera e propria OFFESA e MORTIFICAZIONE delle persone e delle professionalità”. Tutte le risorse umane rappresentano la forza di un’azienda, e intervenire in ritardo su questioni prioritarie, alimenta malcontento e indignazione.” Come O. S. ribadiamo e rivendichiamo con forza quella che è una questione di principio, e cioè “il giusto riconoscimento della professionalità e dell’UGUAGLIANZA di ogni singolo professionista, che lavora in questa ASP”; un principio che passa anche attraverso “la puntuale applicazione degli istituti giuridici ed economici contrattuali e il rispetto della puntualità dei pagamenti delle varie indennità (reperibilità, prestazioni aggiuntive, indennità di rischio radiologico, produttività, fondo di perequazione…) per tutto il personale.

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