Sanità. Criticità e prospettive nell’atto aziendale secondo la Fp Cgil. “Manca una politica complessiva nel Governo”

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In un lungo e articolato documento diffuso a seguito della riunione della commissione Sanità del Comune di Caltanissetta che aveva convocato tutte le sigle sindacali, la Fp Cgil della provincia di Caltanissetta esamina criticità e prospettive dell’Atto aziendale recentemente approvato anche in relazione alle esigenze in termini di organico e alle previsioni del contratto integrativo aziendale.

La VI commissione permanente consiliare del Comune di Caltanissetta in data 30/01/2020 ha convocato le OO SS maggiormente rappresentative del comparto sanità per discutere le iniziative da intraprendere sulle criticità del pronto soccorso del P. O. S. Elia di Caltanissetta.

Il primo incontro era stato organizzato il 4 luglio scorso prima dell’approvazione dell’Atto Aziendale e alla sottoscrizione del contratto integrativo del comparto della Sanità Pubblica e allora erano emerse le gravi criticità del sistema sanitario nisseno a causa di problematiche legate alla grande carenza di personale sanitario e a scelte politiche che hanno soprattutto salvaguardato poco la salute del cittadino: la questione del Trauma center del P. O. di S. Elia che di fatto, come abbiamo avuto modo già di segnalare nell’aprile dell’anno scorso con il declassamento dello da CTS (centri trauma ad alta specializzazione) a CTZ a (centri trauma di zona), ha colpito il territorio del centro Sicilia dove l’ospedale di Caltanissetta dovrebbe rappresentare un centro di assistenza delle emergenze-urgenze e più in generale delle patologie acute d’eccellenza, giacché è stato riconfermato presidio DEA di II livello.

Questo senza dubbio è stato uno dei tanti segnali della mancanza nel governo Musumeci di una politica complessiva della sanità siciliana e del suo governo. La posizione della FP Cgil è stata quella di assumere in quanto categoria che si occupa della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto della Sanità la funzione di valorizzare le professionalità che operano nel settore attraverso un intervento sindacale condiviso con tutte le parti coinvolte agisca affinché tutti i lavoratori abbiano gli strumenti e le garanzie necessarie per un servizio accessibile, efficiente e di qualità per il bene di tutti perché la Sanità riguarda tutti perché ha a che fare con il diritto costituzionale dei cittadini alla tutela della propria salute..

Nello specifico riteniamo che le criticità nei PS ( pronto soccorso) o nei PTE( presidi territoriali di emergenza) del nisseno e più in generale nella provincia laddove sono presenti, sono al contempo i “sintomi” e la “patologia” che affliggono il Servizio Sanitario e la qualità dei servizi erogati. Va immediatamente chiarito che la sanità nel nisseno “soffre” in alcune zone dove ci sono i piccoli P. O. ma non è una condizione irreversibile perché ci sono servizi eccellenti e il personale che opera è di qualità.

Ritorna più prepotente che mai la carenza di personale in tutte le strutture; l’assunzione di circa 60 infermieri a tempo determinato di cui 16 nel P.O di Gela ha rappresentato una vera boccata di ossigeno, ma ha solo tamponato l’emergenza perché ancora necessita assumere e, a tempo indeterminato, unità nel ruolo di Medici, Infermieri , OS e Ausiliari.

Un dato che vogliamo riferire è che nei PP. SS. siciliani mancano complessivamente 240 medici . Questo è una criticità che andrebbe affrontata già nel percorso formativo (laurea e specializzazione). Infatti se guardiamo per esempio l’università di Catania che specializza 3/4 di questa domanda il risultato è che il nostro sistema universitario prepara un numero di professionisti insufficienti al fabbisogno attuale e futuro.

I giovani medici pensano alla possibilità di sviluppo e crescita professionale che una struttura può offrire, su questa considerazione noi proponiamo alla direzione generale un modello organizzativo non più rigido, basato su organici di reparto statici ma un modello che permetta l’interscambio tra personale che opera in strutture dove si affrontano casi di elevata complessità, continui stages formativi e convenzioni con strutture d’eccellenza del territorio nazionale, dove noi potremmo mandare i nostri professionisti ad approfondire la propria formazione oppure loro potrebbero i loro professionisti nelle nostre strutture a confrontare esperienze diverse; in altri termini garantire una crescita professionale continua capace di sostenere il confronto almeno con le realtà siciliane. Ma come dicevamo, le problematiche del P. S. sono anche “sintomo”; infatti, la mancata completa attuazione della legge 5 del 2009 che prevedeva una deospedalizzazione e territorializzazione dell’assistenza ha trovato nei PP SS il solo punto di offerta sanitaria presente nei territori.

Bisogna rimettere al centro del sistema la persona prendersene cura e guardare ad un sistema sanitario che deve essere strutturato sulle esigenze del singolo cittadino partendo da un’offerta che dal territorio e con l’integrazione sociosanitaria vada verso una sempre maggiore deospedalizzazione,

Nel territorio gli spazi di manovra, sebbene stretti in normative anch’esse limitanti, ci sono con i medici e i pediatri di famiglia che giocano un ruolo da protagonista. Altra questione non meno importante che ingolfa i PP SS è la cosiddetta medicina difensiva i continui ricorsi e denunce di presunti casi di malasanità che porta tutti gli operatori sanitari a richiedere ben oltre quelle attività diagnostiche necessarie ed appropriate.

Per quanto brevemente accennato sulle problematiche dell’emergenza-urgenza affrontare questa vicenda senza un approccio sistemico, discutendo solo di pronto soccorso, non ci fa cogliere pienamente la complessità della questione sanitaria nella nostra provincia . Un attenzione particolare andrebbe rivolta anche al servizio farmaceutico.

Su una popolazione di 272.300 abitanti in cui insistono: 4 distretti sanitari (Caltanissetta Gela Mussomeli San Cataldo); 2 Ospedali Riuniti (area nord S. Elia CL San Cataldo Mussomeli; area sud Gela Mazzarino Niscemi); oltre 70 farmacie convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale; i servizi di Farmacia Territoriale e Ospedalieri dell’ASP di Caltanissetta devono garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in ambito territoriale e ospedaliero. L’attuale organico dei servizi di farmacia dell’ASP è costituito da 13 farmacisti (di cui 2 direttori) a fronte di 16 previsti nel fabbisogno triennale che a breve dovrà essere revisionato a seguito della pubblicazione nella GURS numero 3 del 17 gennaio 2020 del Decreto 6 dicembre 2019 (Approvazione delle Linee d’indirizzo regionali per l’adeguamento dei piani triennali del fabbisogni e la rideterminazione delle dotazioni organiche delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale), e che considera i farmacisti operanti nelle strutture sanitarie figure aventi particolare rilevanza strategica insieme alle professionalità medico. La carenza di personale ha comportato una riduzione dei giorni di apertura degli sportelli e sacrifici notevoli da parte del personale in servizio per poter garantire all’utenza i servizi fondamentali. Appare evidente un necessario ed immediato intervento su servizi che da un lato si rivolgono all’utenza e dall’altro risultano strategici per le attività di programmazione e monitoraggio delle politiche farmaceutiche aziendali in un contesto, quale quello odierno, che assiste ad una crescita continua di domanda e alla disponibilità di terapie nuove e innovative. Come organizzazione sindacale possiamo fornire numeri, dati e garantire supporto alla Direzione Strategica per riorganizzare i servizi di Farmacia partendo dalla valorizzazione professionale che il nuovo CCNL oggi consente ai professionisti da anni presenti in ASP affiancandoli a nuove unità di personale necessario per poter garantire i LEA in ambito territoriale e ospedaliero. Siamo consapevoli dei vincoli di bilancio e nel contempo lavoriamo per presentare un modello di servizio farmaceutico efficiente e che vada incontro alle esigenti crescenti di domanda di assistenza farmaceutica. Sicuramente occorre nell’immediato garantire le unità di personale già previste presso le due farmacie ospedaliere dei due ospedali riuniti; va potenziato l’organico dei servizi territoriali per poter garantire le attività dei 4 distretti, vigilare sulle oltre 70 farmacie, gestire la Distribuzione Per Conto, monitorare in maniera efficiente e costante la spesa farmaceutica convenzionata e per gli acquisti diretti; va previsto un farmacista presso il presidio ospedaliero di Mussomeli È ancora : L’assistenza psicologica che è il servizio previsto per soddisfare i bisogni di salute della persona attraverso percorsi clinici integrati che sono assicurati dalla presenza e l’integrazione funzionale degli psicologi nelle varie articolazioni aziendali. L’assenza di un Servizio di Psicologia presso la nostra ASP rende frammentaria l’attività degli psicologi poiché ricade all’interno delle singole unità operative ove questi sono presenti.

Il Modulo Dipartimentale Salute Mentale da anni ormai non dispone di un numero congruo di figure professionali in rapporto al territorio di riferimento. Il Centro Salute Mentale in atto dispone di una sola unità. l Servizio di Neuropsichiatria Infantile dovrebbe avere almeno 5 cinque psicologi contro i due attualmente disponibili: uno su Caltanissetta e l’altro su San Cataldo. Solo il lavoro di certificazione per i disturbi specifici di apprendimento, handicap, ha un target rappresentato da tutte le scuole che si avvicina a 1000 soggetti, cui corrispondono cartelle registrate. A questo si aggiunge il carico di lavoro dato dal Tribunale per i Minorenni.

Tutti i locali situati in Via Chiarandà sono vecchi ed inadeguati, necessitano di una ristrutturazione. Il solo padiglione ristrutturato qualche anno fa, è rimasto abbandonato e in disuso e ad oggi non se ne conoscono le reali ragioni. La CTA è ubicata presso il presidio ospedaliero Raimondi di San Cataldo in locali molto vecchi e con arredi inadeguati; non dispone di laboratori di riabilitazione, di figure idonee come il terapista della riabilitazione, figura invece sempre presente nelle Comunità convenzionate e assente nella struttura dell’ASP. I pasti distribuiti sono quelli ospedalieri con un menu fisso negli anni, di poca importanza per un ricovero della durata di 10 max 15 giorni ma penoso se si tratta di permanenze anche di anni. L’assenza di una cucina non rende possibile agli ospiti la preparazione di pasti, attività utile anche ai fini riabilitativi.

A questo punto è necessario che questi e tutti gli altri servizi che le nostre strutture sanitarie offrono devono essere affrontati pensando complessivamente ad un’offerta sanitaria sistemica di alto profilo capace di dare risposte concrete e soprattutto è necessario che le parti sociali e la politica devono porsi di fronte ad una seria riflessione scevra da campanilismi ed interessi particolaristici.

Con spirito costruttivo e propositivo abbiamo fatto cenno solo alcuni esempi e formulate le relative proposte con l’intento di rimettere a quanti a vario livello e titolo vogliono contribuire al dibattito che intendiamo proporre alla cittadinanza, non vogliamo esercitare nessuna invasione di campo e rispettare le prerogative di chi ha la responsabilità del governo della sanità in provincia.

La sanità con i suoi servizi contribuisce alla qualità della vita in altri termini rappresenta una delle risorse che possono e devono contribuire a far risalire la china al nostro territorio. Noi ci siamo!

Per la segreteria Provinciale Fp Cgil

Il Segretario Generale

Rosanna Moncada

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