Sancataldesi contro il disboscamento di Gabbara. Ecupaliptus per la centrale biomasse di Dittaino

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10914795_845455908848185_1123239345983841004_oE’ nata a seguito di una passeggiata ecologica e sociale per i sentieri del bosco di Gabara a San Cataldo, su iniziativa di un gruppo di cittadini, amanti della natura  e sportivi, la pagina Facebook “Gabbara non si tocca”, dopo “aver constatato lo stato dei luoghi”, si legge nelle info della pagina.
Il tema è stato già affrontato in alcuni articoli di stampa e in consiglio comunale a San Cataldo, ma ciò che ancora non è emerso sono alcune incongruenze. Parliamo del progressivo disboscamento degli alberi di Eucaliptus  del boschetto di contrada Gabbara, utilizzati per alimentare una centrale elettrica a bio masse che si trova tra Dittaino e Assoro.
Il boschetto di contrada Gabbara è di proprietà demaniale e da un anno e mezzo circa, dopo che è entrata in funzione la centrale elettrica a bio masse di Dittaino in provincia di Enna, è compreso tra le aree demaniali da cui viene raccolto il legname che alimenta la centrale. Eucaliptus in particolare, di cui sono ricchi l’entroterra siciliano e la provincia nissena. 
Un bando pubblico ha assegnato determinate aree boschive di eucalipti delle province di Enna e Caltanissetta per alimentare la centrale di proprietà di una società italo-tedesca che ha investito cento milioni di euro e impiega un centinaio di dipendenti, producendo energia per diecimila famiglie senza inquinare l’ambiente in termini di emissioni.
L’impatto ambientale va però calcolato tenendo conto anche della legna necessaria ad alimentare la centrale e quindi del disboscamento operato e di quello programmato. A tale scopo l’appalto del dipartimento regionale Azienda Foreste Demaniali, prevedeva una rotazione delle aree in cui operare il taglio degli alberi e modalità che non ne pregiudicassero la ricrescita. Tra queste precauzioni che i sancataldesi hanno viste oggi disattese, vi sarebbe la modalità del taglio degli alberi. Sembra che l’intendimento iniziale fosse di preservare i fusti, lasciandoli intatti per almeno un metro d’altezza, e consentire una ricrescita più veloce. 10922884_845455975514845_3200529908515082721_o
Dalle immagini postate dal “gruppo” Facebook “Gabbara non si tocca”, si vede invece che gli alberi sono stati rasi al suolo, ed è  difficile distinguere la porzione di terreno in cui affondano le radici, non ve n’è più traccia.
Inizialmente, il taglio degli alberi doveva essere effettuato dai forestali a 51, 101 e 151 giorni l’anno. La presenza dei forestali doveva dare garanzie su un disboscamento controllato, per garantire la rotazione, evitando un disboscamento definitivo che comprometterebbe l’area naturale e sarebbe contrario alla mission dello stesso dipartimento Foreste.
Invece pare che il taglio non sia avvenuto ad opera dei forestali, se non in una prima fase. Forse perché negli ultimi tempi i forestali lavorano sempre più a singhiozzo a causa delle difficoltà finanziarie della Regione. Si calcola inoltre che per fare funzionale la centrale di Dittaino siano necessari sino a 150 mila tonnellate di combustibile vegetale l’anno.
 
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