Elezioni, San Cataldo. Il PDL di Torregrossa cede il passo al UDC

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I candidati Modaffari, Lo Piano, Scichilone, MiccichèA San Cataldo i dati definitivi che riguardano le liste, ovvero le preferenze per i partiti e i singoli candidati, rappresentano il secondo atto del terremoto politico sancito dalle urne alle recenti amministrative in cui è stato eletto Franco Raimondi quale nuovo sindaco.

Il PDL, infatti, con 841 voti di preferenza, di cui 818 vanno a Raimondo Torregrossa, viene surclassato, e di molto, dal Udc in cui candidato era Giampiero Modaffari, dominus di voti a San Cataldo, sebbene non ce l’abbia fatta, L’Udc totalizza infatti 2.170 voti di cui 1.725 vanno a Modaffari.

A San CAtaldo pesa molto l’astensionismo che ha scompaginato i piani di chi confidava di poter raccogliere nel grosso centro vicino al capoluogo una maggiore quantità di preferenze. Potrebbe essere il caso di Cantiere Popolare che candidava Giuseppe Amico, medico popolarissimo di San Cataldo che si afferma con 936 voti, tanti, ma non abbastanza per la causa del partito. Anche perchè Rudi Maira a San CAtaldo raccoglie il suo dato personale più basso con soli 80 voti. Il Cantiere Popolare deve quindi accontentarsi di 1016 preferenze di lista.

Anche il Movimento 5 Stelle a San Cataldo non sfonda. Forse Grillo doveva fare una “puntatina” anche lì, a giudicare dai dati controtendenza che vedono CAncelleri con 550 voti e Valentina Botta con 303 per un totale di lista di 903.

Scarso, scarsissimo il risultato a San CAtaldo del PD con 255 voti complessivi di lista, del Mpa addirittura con soli 176 voti. Ne ha di più la lista Fava di Sel con Romeo Bonsignore,  248 voti, mentre Grande Sud si ferma a 214 voti.

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