San Cataldo, refezione scolastica in proroga. Dopo la richiesta d’accesso il Pd vuole chiarimenti

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Il Partito Democratico di San Cataldo dopo la richiesta d’accesso agli atti per conoscere la situazione relativa al servizio di refezione scolastica, vuole altri chiarimenti “per comprendere la legittimità della procedura intrapresa”, una proroga automatica per un numero di mensilità pari allo stop del servizio causato dal lockdown. L’iniziativa porta la firma della segretaria del Pd di San Cataldo Martina Riggi e dei componenti Marco Andaloro e Marianna Guttilla.

Il servizio di refezione destinato alle scuole dell’infanzia è stato affidato nel 2018, tramite procedura negoziata per la durata di due anni. Per l’anno scolastico 2020/2021 si sarebbe dovuto provvedere a un nuovo affidamento. “Dalla risposta pervenuta dal Comune apprendiamo che avendo sospeso il servizio il 5 marzo 2020, a causa della chiusura delle scuole per il Covid-19, si procede alla “proroga in via automatica della durata del contratto per un periodo corrispondente a quello della sospensione per emergenza e cioè fino al 31/12/2020”. A seguire, il sovraordinato responsabile del I settore ci comunica che “l’ufficio ha già avviato le procedure propedeutiche atte a garantire l’attivazione del servizio di refezione scolastica entro la metà del mese di ottobre”. Preme sottolineare – affermano i componenti della segreteria – come a una richiesta di accesso agli atti non sia seguita alcuna documentazione a supporto di quanto affermato nella risposta dell’Amministrazione. Non solo per la proroga in via automatica su cui chiederemo ulteriori approfondimenti per comprendere la legittimità della procedura intrapresa, ma soprattutto sul fatto che la mensa inizierà a metà ottobre, considerato che ad oggi non risulta da nessun documento e avviene nella totale assenza di informazione per le scuole e i genitori”.

“È chiaro – prosegue la nota – che la Commissione Straordinaria abbia deciso di perpetrare scelte del passato che, come ci è stato detto più volte, “per prassi” vedono l’avvio della mensa quasi un mese dopo l’inizio della scuola, creando però nel frattempo enormi difficoltà a genitori e bambini sancataldesi, favorendo altresì l’infanzia privata a discapito della pubblica. E quest’anno non può dirsi che il ritardo è determinato dal bando, essendo in continuità con il servizio dello scorso anno. Inoltre, attendiamo di capire come si procederà per i restanti cinque mesi di servizio, in considerazione del fatto che la proroga terminerà il 31 dicembre 2020”.

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