San Cataldo, parla l’ex candidato Scarantino: “Non è ancora tempo di nomi, prima serve un patto”

160

“La drammaticità del momento storico che stiamo vivendo impone una seria riflessione in vista della prossime amministrative. Una riflessione che vada oltre la retorica elettorale e gli schemi partitici”. Parla Giuseppe Scarantino, già candidato sindaco di San Cataldo.

“San Cataldo – continua Scarantino – sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. Lo scioglimento per mafia del Comune e il dissesto finanziario rappresentano una ferita ancora aperta. Senza considerare che le gestioni commissariali degli enti locali provocano quasi sempre uno scollamento tra le istituzioni e il popolo. L’assenza di riferimenti politici all’interno del Comune (sindaco, giunta, consiglieri) ha suscitato anche a San Cataldo un senso di spaesamento e di estraniazione da parte dei cittadini. Il tutto amplificato dalla pandemia e della devastante crisi economica in atto. Che fare? Da dove ripartire? In queste settimane mi sono interrogato, anche alla luce del mio recente impegno. E penso che tutti possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, piccolo o grande che sia. Innanzitutto un contributo di idee.

Anche sulla scorta degli interventi politici pubblicati sulla stampa nelle scorse settimane, credo che il momento presente imponga di superare i rancori del passato e quella esasperata contrapposizione che ha caratterizzato talvolta la storia politica della nostra città. Dobbiamo riunire le migliori intelligenze e competenze per realizzare un progetto credibile. Non è ancora tempo di nomi e candidature. Prima serve un vero e proprio patto per rifondare il nostro paese.
Butto giù solo qualche idea a titolo di esempio.

  1. È necessario intercettare tutti quei finanziamenti destinati agli enti locali dal Recovery Plan. Attraverso la presentazione di progetti di qualità sarà infatti possibile attrarre investimenti preziosi in grado di riqualificare il nostro paese e rimettere in moto l’economia. Sono convintissimo che il Recovery Plan possa far ripartire l’Italia, ma anche la nostra San Cataldo

se opportunamente sfruttato anche dalla nostra città.

  1. Dobbiamo sfruttare la posizione che colloca San Cataldo al centro della Sicilia per puntare sul turismo rurale e sul turismo religioso: mi riferisco in particolare alla nostra bellissima Settimana Santa.
  2. È opportuno puntare sull’economia verde e su un utilizzo più efficiente delle risorse.
  3. Sostenere i commercianti, i bar e i ristoratori attraverso la sospensione prolungata della tassa sul suolo pubblico, la rimodulazione delle strisce blu e l’organizzazione di eventi pubblici capaci di creare aggregazione.
  4. Lotta alla corruzione e alla mafia. Trasparenza assoluta negli appalti.

C’è bisogno di persone oneste, creative e di buona volontà. Da parte mia metto a disposizione le competenze professionali, soprattutto quelle in campo economico. Almeno per una volta cerchiamo davvero di trovare un’intesa sugli obbiettivi da raggiungere, recuperando anche quanto di buono è stato portato avanti dalle amministrazioni di diversa estrazione politica che si sono succedute nel tempo. Il mio augurio è che la nostra città possa rinascere e che possiamo tutti recuperare l’orgoglio di essere sancataldesi”.

Giuseppe Scarantino

Commenta su Facebook