San Cataldo, ordinanza del sindaco Modaffari annullata dal Tar, il Pd: “A pagare siamo sempre noi”

Nell’estate del 2018 il Partito Democratico di San Cataldo aveva contestato aspramente l’operato dell’allora Sindaco Giampiero Modaffari per aver emanato un’ordinanza con cui veniva fatto divieto “di apertura sul territorio comunale di negozi e punti vendita al dettaglio di prodotti a base di cannabis e canapa legale”.

La vicenda riguardava un imprenditore locale che aveva deciso di aprire un negozio all’interno del quale era possibile acquistare prodotti a base di canapa. Nonostante al momento della presentazione della SCIA non erano emerse difficoltà, il Sindaco autoritariamente emanava un’ordinanza, senza alcuna base normativa, impedendo di fatto l’avvio dell’attività.

Oltre a denunciare sulla stampa l’uso illegittimo dello strumento dell’Ordinanza Sindacale, avevamo prima richiesto un parere tecnico al Segretario Comunale e poi presentato una mozione consiliare con cui chiedevamo al civico consesso di esprimersi sulla revoca dell’atto.

La mozione sottolineava come l’Ordinanza, oltre ai profili di illegittimità, portava a una profonda confusione e criminalizzazione della vendita dei prodotti a base di canapa, che non solo era disciplinata dalla L. n. 242/2016, ma aveva una notevole incidenza in diversi settori economici: dai cosmetici alle fibre tessili, dagli oli agli alimenti, dalla bioingegneria alla depurazione di siti inquinati, e persino come base per i medicinali.

Pochi giorni fa il TAR si è espresso finalmente sulla vicenda dichiarando illegittimo il divieto di aprire sul territorio comunale negozi e punti vendita al dettaglio di prodotti a base di cannabis in quanto “l’Ordinanza impugnata risulta evidente che è stata adottata in difetto di un effettivo pericolo grave ed attuale per l’incolumità pubblica”.

Ancora una volta, quindi, avevamo ragione noi.

L’allora Sindaco Modaffari e la maggioranza consiliare che aveva bocciato la nostra richiesta di revoca dell’ordinanza devono oggi chiedere scusa alle attività economiche e alla Città di San Cataldo.

Abbiamo ribadito più volte che amministrare non è semplice, non si può improvvisare, non si può tantomeno fare da soli arroccandosi nelle proprie posizioni, ergendosi a volte addirittura a sceriffi. Come dimenticare quando San Cataldo è tristemente salita alla ribalta delle cronache nazionali perché il suo Sindaco Modaffari aveva reso illegale un’arancina realizzata con farina di canapa. Analogamente a quanto sta accadendo con altri Sindaci di centrodestra della nostra provincia, certe azioni avventate e populiste possono portare a un momentaneo consenso elettorale, ma prima o poi i nodi vengono al pettine.

Durante il dibattito consiliare era stato sottolineato il rischio di un grave danno economico per il nostro Ente. Oggi il risultato è che il Comune ha impegnato circa 5mila euro per l’avvocato difensore ed è stato condannato dal TAR per circa 3mila euro nei confronti della controparte, un danno complessivo quindi di oltre 8mila euro.

E ora chi paga le conseguenze di quelle scelte? Purtroppo tutti i sancataldesi.

Per il Partito Democratico di San Cataldo

Martina Riggi

Marco Andaloro

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