San Cataldo, maestra sospesa per maltrattamenti. Appello delle famiglie: Speriamo che torni. E’ fantastica”

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Lei, la presunta “maestra violenta “ di San Cataldo è in attesa d’interrogatorio, ma le mamme si mobilitano. Già, perché le famiglie degli alunni della «San Giuseppe» di San Cataldo che frequentano la quasi totalità delle lezioni settimanali dell’insegnante sospesa su provvedimento del gip, reclamano a gran voce che possa tornare subito a lavoro. Dietro la sua cattedra. Lo chiederebbero anche i loro figli.

«Il nostro è l’appello di tutta la quarta E della scuola San Giuseppe, perché lei è una insegnante fantastica», è la rappresentate di classe a farsi portavoce di tutte le famiglie dei 21 bambini che frequentano quella classe.

La docente, una cinquantanovenne sancataldese (assistita dagli avvocati Luigi Cuba e Renata Accardi) con ordinanza cautelare del gip Grazia Luparello qualche giorno fa si è vista sospendere dal servizio.

È indagata per maltrattamenti aggravati a suoi alunni. Una classe in cui avrebbe solo tre ore di lezione a settimana, dedicate allo studio della lingua inglese.

È stata la denuncia di qualche genitore di quest’ultima classe – quella in cui lei svolge solo tre ore di lezione – a fare scattare l’indagine dei carabinieri. Nel momento in cui è stato aperto formalmente un fascicolo, su autorizzazione della magistratura, gli stessi investigatori hanno piazzato una microcamera nascosta in aula e per giorni hanno filmato tutto ciò che accadeva lì dentro.

Alla fine, sulla base di suoi comportamenti ritenuti troppo “duri”, è stata sospesa dal servizio e con il divieto di svolgere qualsiasi altra attività all’interno della scuola. Le è stato pure vietato d’impartire lezioni private, anche di sostegno.

«La stanno descrivendo come fosse un mostro – ha aggiunto la rappresentate di classe della quarta E – ma non lo è per nulla… quella che frequentano i nostri figli è una classe a tempo pieno e lei, l’insegnante ora ingiustamente additata, vi dedica quasi metà del suo tempo… i bambini stanno otto ore al giorno con lei», ha proseguito. Rimarcando peraltro «anch’io ero una sua alunna e adesso gli ho consegnato mio figlio… credo che sia una forte motivazione».

E in questa sorta di accorato appello, la stessa rappresentante di classe ha spiegato che «i 21 bambini rivogliono la loro maestra, non volevano neanche andare a scuola perché sentono fortemente la mancanza della loro insegnante… Sì, ha un carattere forte e pretende i compiti, ma riesce a impartire una preparazione ottima, anche i vecchi alunni, come me, la ricordano con affetto.. è stata mia maestra trent’anni fa… lei ha alle spalle trentasette anni di carriera e adesso la stanno infangando».

E mentre la vicenda ha dato linfa a questi sviluppi che, seppur forti sotto il profilo morale, non influiscono sulla vicenda giudiziaria, intanto per dopodomani è fissato l’interrogatorio di garanzia dell’insegnante dinanzi il gip Grazia Luparello.

È chiamata a comparire al cospetto dello stesso giudice che nei giorni scorsi ha firmato la misura cautelare, non personale. Quella a carico della maestra del circolo didattico «San Giuseppe» di San Cataldo, sospesa dal servizio dalla mattina del 29 marzo scorso. E lei, la docente, se lo vorrà potrà spiegare la sua verità ai magistrati e replicare alle contestazioni che la procura le ha mosso. (Vincenzo Falci – Gds)

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