San Cataldo, la commissione replica alle critiche sull’imposta passi carrabili

Nel marzo 2019 l’Amministrazione comunale di San Cataldo, successivamente commissariata ai sensi dell’art. 143 del testo unico degli enti locali, ha dichiarato il dissesto finanziario, che è un istituto corrispondente al fallimento delle aziende private. La legge, fra l’altro, prescrive e impone che, in caso di dissesto, tutte le imposte comunali siano obbligatoriamente aumentate fino ai valori massimi previsti dalla legge”. Lo scrive in una nota la Commissione straordinaria del Comune di San Cataldo rispondendo alle critiche per l’aumento dell’imposta sui passi carrabili.

“Dal 1 gennaio 2021, inoltre, è in vigore il “Canone unico patrimoniale” che sostituisce il canone per l’occupazione suolo pubblico (compresi i passi carrabili), l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni. Nel frattempo, al fine di promuovere la ripresa delle attività danneggiate dall’emergenza da Covid-19, è stata disposta, fino al 31 dicembre, l’esenzione dal pagamento del canone unico patrimoniale relativo all’occupazione del suolo pubblico per gli esercizi pubblici, come bar, ristoranti, gelaterie, ecc, nonché del canone per i titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione temporanea del suolo pubblico per le attività mercatali (d.lgs. 31/03/1998, nr. 114 – Legge n. 69 del 21/05/2021 di conversione del c.d. Decreto Sostegni).

Fra queste ipotesi NON rientrano i passi carrabili. Se mai il Comune volesse farli rientrare commetterebbe un grave illecito contabile, con responsabilità anche penali per gli amministratori e ripristino dell’obbligo di pagare la tassa per i cittadini”.

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