San Cataldo, il tavolo di confronto incontra i vertici dell’Asp: “La destra ha ingigantito, noi ci confrontiamo”

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Apprendiamo “con stupore” dal Direttore Generale dell’ASP che la chiusura tombale dell’ospedale, paventata dalla Destra sancataldese, altro non era che un intervento di manutenzione necessario e già programmato da tempo, da realizzare necessariamente durante il periodo estivo. E’ questo uno dei passaggi del comunicato del Tavolo di confronto permanente di San Cataldo che pubblichiamo sotto, a seguito dell’incontro con il management dell’Asp2. 

A seguito dell’appello lanciato settimana scorsa dall’On. Pignatone per avviare un percorso di sintesi politica teso a salvaguardare il rilancio della sanità nella nostra provincia, che questo Tavolo di Confronto ha accolto favorevolmente, si è svolto in data 29.06.2020 un incontro con il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta, Dott. Alessandro Caltagirone, per avere dei chiarimenti sulla situazione attuale e sulla visione futura del presidio ospedaliero “M. Raimondi” di San Cataldo.

Erano presenti all’incontro l’Onorevole Pignatone, i rappresentanti del Tavolo di Confronto Permanente (Riggi – PD, Vassallo – LeF, Bonsignore LèP), un portavoce del M5S San Cataldo (Cilia), un portavoce del movimento Cittadinanza Attiva (Alù).

In premessa tutte le parti politiche intervenute hanno stigmatizzato l’atteggiamento politico di chi, sino ad oggi, ha predicato l’unità per la difesa dell’ospedale e non l’ha mai volutamente praticata non tenendo in considerazione l’offerta politica di intervenire sul tema in modo collegiale.

Chissà perché? Probabilmente perché si sarebbero svelate tutte le strumentalizzazioni che, come dal manuale di certe Destre, cogliendo spunto da un reale problema, di non complicata soluzione, si è ingigantito il tema facendo leva sulle legittime preoccupazione della città, provando a costruire il proprio consenso soffiando sulle paure di una comunità che ha appena attraversato il blocco totale, smarrita e, oltretutto, senza una guida politica cittadina.

Da anni San Cataldo vede il proprio presidio ospedaliero depauperato e vive oggi con la paura di poter riprecipitare nella seconda ondata di una pandemia in una regione dove la stessa Destra che è al governo dell’isola, da 20 anni degli ultimi 25, ha reso il servizio sanitario un colabrodo che fa acqua da tutte le parti.

Ma andiamo ai fatti.

A seguito della chiusura del reparto di chirurgia a ciclo diurno, molte voci e dubbi circa il futuro del “M. Raimondi” si erano diffuse tra la cittadinanza provocando diversi malumori.

Apprendiamo “con stupore” dal Direttore Generale dell’ASP che la chiusura tombale dell’ospedale, paventata dalla Destra sancataldese, altro non era che un intervento di manutenzione necessario e già programmato da tempo, da realizzare necessariamente durante il periodo estivo.

Il Dirigente ci ha rassicurato che si tratta di un provvedimento di trasferimento temporaneo delle attività di chirurgia ambulatoriale legato ad un non corretto funzionamento dell’impianto di ventilazione per cui sono già state avviate alcune attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, sia sull’impianto che sulla terrazza, causa di infiltrazioni al piano inferiore.

Tale intervento, più che un provvedimento di chiusura del Raimondi, ci è stato descritto come un’occasione di ammodernamento tecnologico, utile al rilancio non solo dell’attività chirurgica ambulatoriale ma dell’intera struttura.

Inoltre ci è stato comunicato che verrà rifatta la completa impermeabilizzazione del solaio di copertura al fine di eliminare le infiltrazioni che hanno compromesso l’utilizzo della palestra durante i mesi invernali. Interventi che, per ovvie ragioni, sono stati programmati nel periodo estivo.

Per fugare ogni dubbio prossimo e futuro, abbiamo preteso che ci venisse confermato il ripristino dei servizi presso il nosocomio Raimondi ad ultimazione dei lavori. Abbiamo inoltre chiesto un’indicazione sulle tempistiche, al fine di monitorare con attenzione che le rassicurazioni manifestate si ritraducano in certezze e ci è stato indicato orientativamente che i lavori verranno ultimati entro fine estate.

Se per un verso il Dott. Caltagirone dunque ci ha rassicurato circa l’entità e le tempistiche dei lavori da effettuare per ricollocare il reparto di chirurgia nella struttura sancataldese, dall’altro, per ristrutturare il presidio e renderlo idoneo per una prospettiva futura di sviluppo, non ci sono state fornite informazioni, modalità e tempistiche certe, ma solo indicazione di possibili finanziamenti per potenziare alcune realtà specialistiche della struttura.

Se questa emergenza sanitaria ci ha insegnato qualcosa, questa è la necessità di vigilare attentamente sulla Sanità pubblica in quanto servizio vitale per ogni individuo, per le famiglie e l’intera comunità. Continueremo pertanto a tenere alta l’attenzione su entrambi i punti discussi con il dott. Caltagirone, ristrutturazione di breve periodo e programmazione e implementazione dei lavori di rifacimento della struttura per renderla conforme ai requisiti necessari per lo sviluppo del progetto di lungo periodo.

Ora la domanda nasce spontanea. le firme raccolte a cosa serviranno?

Le invieranno a qualcuno al fine di testimoniare una lotta costruita sul nulla o diventeranno una banca dati da usare in occasione delle future e plurime campagne elettorali?

Noi, come sempre, continueremo a confrontarci e promuovere iniziative politiche volte a risollevare le sorti della nostra città.

Le Organizzazioni Politiche

Liberi e Forti: Claudio Vassallo

Partito Democratico San Cataldo: Martina Riggi

Libertà è Partecipazione: Romeo Bonsignore

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