San Cataldo, il movimento civico “Tradizione e Futuro” presenta il candidato sindaco Claudio Vassallo

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Continua il percorso politico dei “centristi sancataldesi”, che si uniscono tutti nel nome di Claudio Vassallo e presentano il progetto politico dal nome significativo “Tradizione e Futuro”.
I gruppi politici civici, “Liberi e Forti”, “Costruiamo il Futuro”, “Intesa per San Cataldo”, già noti alla città per aver preso parte virtuosamente a precedenti campagne elettorali (esprimendo anche consiglieri comunali che nelle varie posizioni hanno proposto soluzioni alle problematiche cittadine), uniti a singoli professionisti e imprenditori, esponenti della società civile, commercianti e artigiani, sono i protagonisti di questo progetto che si colloca esattamente al centro della vita politica sancataldese. Il candidato sindaco è stato individuato in Claudio Vassallo, 53 anni, dottore commercialista, Insegnante di ruolo in discipline economico aziendali negli istituti superiori, revisore dei conti, da anni politicamente attivo nel territorio. Un profilo politico con ampie competenze tecniche e profonde conoscenze della macchina amministrativa sancataldese in quanto già revisore dei conti proprio al comune di San Cataldo, stimato universalmente per la sua serietà e capacità di mediazione.
“Vassallo sarà il candidato del centro, Per questo continueremo il processo di pacificazione fra tutte le forze politiche, e il dialogo con le realtà associative, artigiani e commercianti locali, puntando ad una coalizione ampia e responsabile, improntando la campagna elettorale su linee guida cristalline al fine di ricucire il tessuto sociale sancataldese purtroppo dilaniato in passato da assurde lotte partitiche. Avendo ben chiara la situazione del Comune di San Cataldo, eviteremo facili promesse fine a se stesse, esponendo con chiarezza le difficoltà amministrative dei prossimi 5 anni. È il momento della serietà e della pacatezza.
Una sfida culturale e generazionale, senza pregiudizi ideologici, che “da pontieri” ci sentiamo di offrire per riaprire quel dialogo che a San Cataldo manca ormai da decenni.”

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