Salvatore Messana, a Villa Barile, si propone per la terza volta a Sindaco della città:”tirar fuori Caltanissetta dalle sabbie mobili in cui si trova”

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Perché Salvatore Messana il sindaco lo sa fare”. Con questo slogan si sono conclusi tutti gli interventi che hanno aperto, domenica 7 aprile a Villa Barile, la presentazione ufficiale della candidatura di Salvatore Messana, 60 anni, farmacista, già sindaco di Caltanissetta per due legislature dal 1999 al 2009.

Il candidato Sindaco Salvatore Messana

La manifestazione presentata da Adriano Dell’Utri, si è aperta con l’intervento di Marco Lombardo, 17 anni,  rappresentante degli studenti nella Consulta provinciale di Caltanissetta, che ha messo l’accento su  alcuni dei tanti problemi che affliggono i giovani nisseni e che segue da vicino le vicende della città e della politica. A seguire, sulla pedana, Simona Desirèe Amico, 18 anni, la più giovane candidata Consigliere per la lista “Caltanissetta riparte”.

“Nella mia vita – ha detto la giovane candidata –  mi sono sempre impegnata nel sociale da un punto di vista culturale e artistico e sono qui per raccontare l’impegno e il contributo attivo che voglio dare alla mia città con l’idea di chi la vive pienamente ogni giorno”. Ha poi illustrato le motivazioni che l’hanno spinta a mettersi in gioco sottolineando che la voglia di fare, di cambiare e di migliorare da sola non basta perché deve essere affiancata dall’esperienza. “Ecco perché do la fiducia a Salvatore Messana. In lui – ha continuato la giovane –  abbiamo trovato una persona aperta pronta ad ascoltare le problematiche e le esigenze e le idee di ogni candidato”.

L’imprenditore Luigi Bonsignore

Dopo i giovani è la volta di Luigi Bonsignore, imprenditore di origini licatesi, che ha messo il dito su una piaga che tutti conosciamo e cioè la fuga di cervelli che vanno in cerca di lavoro e del riconoscimento della loro professionalità. “Noi, nella nostra azienda (Società di Consulenza specializzata nei settori oil & gas, manufacturing, food & beverage, ndr) – ha detto – stiamo valutando se rimanere o meno a Caltanissetta perché non troviamo più cervelli. I miei dipendenti vengono tutti da fuori Caltanissetta e sono tutti ingegneri”.

A parlare, invece, della paventata  chiusura della Corte d’Appello di Caltanissetta, è stato Boris Pastorello che ha sottolineato come questa rappresenti di per sé lavoro e quant’altro lavoro sia ad essa collegato.

Intervista al candidato Sindaco Salvatore Messana

L’avv. Boris Pastorello

“ Voi immaginate –  ha detto il noto avvocato nisseno – se qualcuno,con un colpo di penna, dovesse decidere che Caltanissetta non è più sede di Corte d’Appello. Andrebbe via anche l’Istituto penitenziale minorile, l’Archivio di Stato, la DIA e la DDA. Vi rendete conto del danno economico che si verrebbe a creare, a cascata, su Caltanissetta. Parliamo di lavoro e di realtà che già esistono e nel programma elettorale di Salvatore Messana io trovo lo strumento per realizzare ciò che porterà chi di competenza a mantenere l’unico presidio di legalità che c’è in Sicilia”.

È arriva, dunque, il momento per il candidato sindaco Salvatore Messana di salire in pedana ed esordire con una battuta: “nella terra di Tomasi di Lampedusa, qualcuno potrebbe dire che tutto cambia perché non cambi nulla e dopo dieci anni, signori miei, sono di nuovo qua”. Assieme a lui, sulla pedana, anche i tre potenziali assessori i cui nomi sono stati resi noti nei giorni scorsi. Si tratta di Ettore Maria Garozzo, Fabio Mastrosimone e Giosal Lo Giudice.

Intervista all’assessore designato Ettore Maria Garozzo

“Sono un po’ imbarazzato – ha detto il candidato sindaco – perché le cose che sono state dette dai ragazzi, da un imprenditore e da un professionista, sono questioni molto serie, molto complicate e che richiedono attenzione particolare, competenza, impegno e idee. Che richiedono innovazione, modernità, capacità a guardare oltre, capacità di non pensare più che noi siamo il centro del mondo ma che dobbiamo rapportarci con il mondo”.

Salvatore Messana con gli assessori a oggi designati

Le cose che sono state dette – ha aggiunto – avevano tutte una filigrana: quale prospettiva, quali possibilità, cosa succede se i ragazzi della nostra città continuano ad andare via perché costretti e non per scelta. Quando un giovane va via, la famiglia ne soffre e la Comunità si impoverisce di intelligenze, di competenze. La nostra città continua in un declino che in questi ultimi dieci anni, ha assunto aspetti progressivi e costanti e noi dobbiamo evitare che ciò accada”.

“Se sarò sindaco – ha detto ancora – non chiamatemi amministratore locale perché io voglio essere il rappresentante di una Comunità, e una Comunità va avanti se i cittadini scoprono il diritto-dovere della cittadinanza attiva, di offrire il proprio contributo non solo a beneficio di sé stessi, della propria famiglia, del proprio lavoro, ma a beneficio della Comunità”.

Ha parlato del Centro Storico, di come fare per ripopolarlo incoraggiando, attraverso una

La sala conferenze di Villa Barile

detassazione, commercianti e cittadini a rivitalizzarlo. Ha parlato di acquisizione al Patrimonio Comunale di immobili inutilizzati per poi cederli a prezzo simbolico, richiedendo in cambio l’impegno a ristrutturarli e ad abitarli per un determinato numero di anni.

Davvero tanti i punti toccati che fanno parte di un programma di 41 pagine di cui, in calce pubblichiamo il link per chi volesse visionarlo nel dettaglio.

“Sappiano i cittadini di Caltanissetta prendersi per mano – ha concluso Messana – e sappiano riappropriarsi della propria città. Per questo abbiamo coniato lo slogan Caltanissetta riparte. Ripartiamo da dove l’abbiamo lasciata.

Clicca sul link sottostante per visionare il programma completo

Programma elettorale Salvatore Messana

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