Salvatore Giunta e Aldo Amico: “Premiati i partiti che se ne fregano, i siciliani non vogliono migliorare”

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Ripetutamente sulle pagine del vostro quotidiano e sul web abbiamo detto della necessità, per tutto il paese, di superare il gap infrastrutturale tra nord e sud: è impossibile credere ad uno sviluppo a due velocità ed è impensabile puntare su un mezzogiorno povero di infrastrutture anche se ricco di potenzialità.

Possiamo piangere se le capacità della Sicilia di produrre reddito è di un terzo inferiore alla media di tutto il meridione? Possiamo piangere se in un solo anno la Sicilia ha perso con l’emigrazione circa 67000 abitanti di cui 46 mila giovani e 21 mila laureati?

Persino i cinesi, su suggerimento del nuovo governo italiano, hanno preferito fare approdate le proprie navi nei porti di Genova e Venezia, di fatto bypassando i porti siciliani.

Diciamoci la verità, lo sviluppo del Sud e della Sicilia in particolare non interessa a nessuno: non è interessato ai governi di centro destra né a quelli di centro-sinistra, come non interessa al governo attuale 5 Stelle-Lega.

Nel cosiddetto contratto di governo solo poche righe sono destinate alle infrastrutture al sud, con la scusa che il programma di governo deve pensare ad uno sviluppo “omogeneo” del paese.

D’altronde la Sicilia ha sempre premiato i partiti che alla fine se ne sono fregati del Sud, dal 61 a 0 di berlusconiana memoria ai risultati eclatanti dei pentastellati dei nostri tempi.

E poi ai siciliani, a cui piace possedere un reddito di cittadinanza senza lavorare, cosa vuoi che importino infrastrutture, occupazione,… dignità?

Mai “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa è stato così attuale:

“Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali”

“I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro miseria, ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche, se si tratti di Siciliani, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla”

Che cittadini i siciliani!

Per dirla con Malaparte: “MALEDETTI SICILIANI”!

I Circoli della Società Civile

Salvatore Giunta

Aldo Amico

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