Salute e infanzia, patto tra Asp e pediatri nisseni. Prevenzione, cura e benessere oltre l’assenza di malattia

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Il 2015 si chiude con un altro importante Patto stipulato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta. Nei giorni scorsi si sono riuniti presso la sede di Via Cusmano, i vertici dell’Azienda Sanitaria e la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) per stipulare una collaborazione che consentirà di migliorare l’assistenza pediatrica sul territorio nisseno e di sviluppare iniziative di prevenzione primaria e secondaria, in un’ottica di appropriatezza e di compatibilità con le risorse disponibili.

Salvatore Margherita presidente FIMP
Salvatore Margherita presidente FIMP

Tale Progetto è costituito da un piano base che preveda infatti almeno cinque bilanci di salute, oltre al primo, pianificati in età che possono permettere adeguati interventi preventivi di educazione sanitaria sui comportamenti e stili di vita mirati su alcuni specifici obiettivi di salute, quali ad esempio: – prevenzione sovrappeso e obesità in età evolutiva; – prevenzione S.I.D.S. (Sudden Infant Death Syndrome, ossia la Sindrome della Morte in Culla); – prevenzione fumo; – promozione allattamento al seno.

All’incontro erano presenti, il Direttore Generale dell’ASP, Dottor Carmelo Iacono; il Direttore Sanitario, la Dott.ssa Paola Marcella Santino; il Direttore Amministrativo, Dottor Alessandro Mazzara; il Responsabile UOC Cure Primarie, Dottor Gabriele Roccia e il Dottor Salvatore Margherita, Segretario Regionale FIMP Sezione Provinciale di Caltanissetta, per evidenziare la necessità di intraprendere uno sforzo comune, che si basi su alcuni capisaldi fondamentali di innovazione del sistema di relazioni tra i pediatri di libera scelta e gli altri attori del S.S.R.

Quella di Caltanissetta è la prima Azienda Sanitaria Provinciale a deliberare un Patto di questo tipo; il documento stipulato delinea, infatti, gli scenari attuativi generali dell’Accordo Collettivo Nazionale e ribadisce il ruolo centrale del pediatra di libera scelta (P.L.S.), quale garante e gestore della salute globale della popolazione in età pediatrica, attraverso compiti e programmi di prevenzione, educazione sanitaria, riduzione del rischio clinico, potenziamento della gestione delle cronicità e delle cure domiciliari, con la collaborazione delle strutture socio-sanitarie territoriali e di altre figure professionali.

Il pediatra di famiglia si occupa, com’è noto, della salute del bambino nella sua globalità, in accordo con la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui la salute dell’individuo non è soltanto uno stato caratterizzato da assenza di malattia, ma il raggiungimento di uno stato di benessere fisico, psichico e sociale. In questo contesto il pediatra di famiglia svolge non solo il compito della diagnosi e cura delle malattie, ma anche quello della prevenzione.

Nell’ambito della propria autonomia programmatoria, l’ASP ed i Pediatri hanno stipulato un “Patto” con percorsi definiti e negoziati, in modo da produrre il più ampio consenso possibile. Il suddetto Patto è valido a partire dal 01 Gennaio 2016 e fino al 31 Dicembre del prossimo anno. Vi hanno aderito, in modo libero e volontario, tutti i Pediatri di libera scelta titolari di convenzione con l’ASP di Caltanissetta, comunicandolo all’Azienda tramite apposita scheda. L’attività del Pediatra che aderisce a questo “Patto” si configura mediante un livello preventivo espresso nel “Progetto Salute-Infanzia”, che rappresenta un qualificato sviluppo del programma di esecuzione dei “bilanci di salute”.

L’obiettivo che l’Azienda si pone, insieme alla Federazione Italiana dei Medici Pediatri, è, quindi, quello di valorizzare il ruolo del pediatra di famiglia per migliorare le risorse e le capacità dei genitori, facilitandone le decisioni intorno alla loro salute e a quella dei figli, senza sostituirsi e, soprattutto, senza imporre comportamenti insostenibili, secondo la sequenza consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo significa che il Pediatra prima di “spiegare” cosa è meglio fare, deve “conoscere” cosa il genitore sa, e cosa fa o pensa di mettere in atto, rispetto a una determinata fase dello sviluppo del loro bambino o a una particolare modalità di accudimento. Questo rende possibile restituire e “consigliare” ai genitori informazioni precise, coerenti e ordinate rispetto a cosa è possibile fare in quella particolare fase evolutiva del bimbo, in relazione alle sue caratteristiche e anche a quelle di tutto il contesto familiare. La “valorizzazione” di quanto già il genitore sa o fa è importante anche per rafforzare la fiducia in se stesso e per rendere l’informazione data un arricchimento delle sue competenze.

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