Salta la capigruppo per convocare il Consiglio comunale. Adornetto e Aiello: “Atti al Prefetto”

Si arricchisce di un nuovo capitolo la tortuosa richiesta di un consiglio comunale da parte di 10 consiglieri di opposizione, con all’ordine del giorno, letteralmente: “Discussione Politica sulle reiterate inadempienze del Presidente del Consiglio Comunale e conseguente richiesta di dimissioni”. I consiglieri Calogero Adornetto e Oscar Aiello, di fronte al rinvio della trattazione annunciano di inviare gli atti al Prefetto.

Come è noto il consiglio comunale venne chiesto inizialmente da 11 consiglieri, con in testa Calogero Adornetto, capogruppo di Forza Italia, che da mesi ha ingaggiato una battaglia con la presidente Leyla Montagnino. Quest’ultima, nella seduta di conferenza dei capigruppo del 17 maggio scorso pose ai voti la richiesta, ovvero decise di far votare se era opportuno o meno far celebrare il civico consesso su questo tema. Il risultato fu una votazione in parità, 11 contro 11 e la richiesta venne bocciata. Ne nacque un ulteriore braccio di ferro con l’opposizione che annunciò di voler inviare tutti gli atti al presidente dell’Anac, Cantone.

A norma di statuto e del Testo unico sugli enti locali, secondo l’opposizione, la conferenza dei capigruppo non può negare, anche se con un voto, la celebrazione di un consiglio comunale chiesto da almeno 1/6 dei consiglieri. Può solo calendarizzare la seduta. Altrimenti, venne fatto notare, l’opposizione non potrebbe mai proporre alcune seduta del Consiglio se non con l’accordo con la maggioranza. E’ pur vero che l’opposizione partecipò consapevolmente a quella votazione. A distanza di giorni la Presidenza avrebbe però fornito un ulteriore spiegazione alla mancata celebrazione del civico consesso: mancava la relazione che accompagnava la richiesta, che quindi non era formalmente completa.

E così veniamo ai giorni nostri. Adornetto, con altri 9 consiglieri, hanno riproposto la richiesta di celebrazione del consiglio comunale, allegando la relazione, ma questa volta l’ufficio di presidenza avrebbe eccepito che la data in calce alla richiesta, era difforme da quella di entrata in protocollo, rinviando la seduta dei capigruppo al 25 luglio.

“Il Presidente del Consiglio Comunale – scrivono Adornetto e Oscar Aiello – sembra ormai in preda a un delirio di onnipotenza mostrandosi, tra l’altro, affezionata ad una poltrona che sin dal primo momento non le compete. Con atteggiamento sicura di se, e con il supporto del Capo di Gabinetto dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale, il giorno 21/07/2016, senza alcuna apparente ragione, ha dichiarato chiusa una riunione di Conferenza di Capi Gruppo convocata per decidere la convocazione di un Consiglio Comunale mortificando con ciò il lavoro di tanti Colleghi presenti ed evitandogli di svolgere il proprio ruolo Istituzionale. Quello di ieri si colloca al TOP di tutti gli atti Illegittimi commessi dalla Montagnino con la compartecipazione di Avvocati che per competenza controfirmano gli atti. Incurante di quanto causato, il Presidente ha deciso di riconvocare la riunione per lunedì 25 c.m. utilizzando quale strategia quella del Comandante Schettino, abbandonare la nave mentre affonda con tutti i passeggeri”.

“Chiederemo al Prefetto di intervenire e quindi che venga imposto dalla Prefettura la Convocazione del Consiglio Comunale voluto da 10 Consiglieri. Infine valuteremo in determinate sedi se si potrebbero ipotizzare ipotesi come l’abuso di potere e violazione di atti d’ufficio con l’aggravante della possibile violazione dall’obbligo di astensione su determinati argomenti”.

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