Saggio di danza di Eva Farinella. Costumi eleganti, coreografie superbe e lunghi applausi.

1687

Si dice “l’abito non fa il monaco”. Questo è vero solo in parte perché vedendo le ballerine di Eva Farinella indossare elegantissimi costumi, nel saggio di venerdì 3 luglio, si era indotti a pensare che le coreografie sarebbero state di elevato livello.

Eva Farinella con alcune allieve
Eva Farinella con alcune allieve

E infatti, come tutti hanno potuto vedere, non era solo apparenza. Certo, nel fare queste valutazioni non ci riferiamo alle ballerine in erba che oltre ad essere eleganti facevano anche una gran tenerezza, ma alle ballerine dei corsi intermedi e di quelli avanzati che hanno fatto del saggio un vero spettacolo.
Elegantissime le posture e le movenze, accattivanti le coreografie.  Eva Farinella è una delle due maestre di danza che non fanno il saggio con cadenza annuale ma ogni due anni.
Intervista alla ballerina Ilaria Cutaia

“Fare il saggio ogni anno – afferma la nota insegnante – toglie sicuramente tempo allo studio ed è ovvio che una buona parte del tempo
Ilaria Cutaia
Ilaria Cutaia

Manuela Cumbo
Manuela Cumbo

disponibile viene dedicata al saggio che è una cosa importantissima, è vero, ma non deve essere l’obiettivo principale.
“Il saggio – così dice la Farinella, rispondendo alla nostra domanda con la quale chiedevamo se il saggio fosse fatto “per i genitori” –  è il risultato di fatica e di studio. Serve alle ragazze per mettersi alla prova e per apprendere l’arte di stare su un palcoscenico”.
Siamo convinti anche noi che per stare su un palcoscenico, oltre ad imparare le tecniche, bisogna che la ballerina abbia innato il senso dello spettacolo. Deve emozionare il pubblico e se stessa; deve gioire per quello che sta facendo e non deve mai ritenersi soddisfatta e “arrivata”.
Intervista alla ballerina e maestra Manuela Cumbo

È quello che ci hanno detto anche due ragazze del corpo di ballo che studiano danza da tanti anni. Ilaria Cutaia, che ha ballato magistralmente una variazione dal I atto di “Giselle”  ed una variazione di “Paquita” e Manuela Cumbo che nella categoria senior di Hip-Hop ha ballato “Monsters” di Ray Kangding.
DSC_3396Ma lasciamo per  un attimo la danza classica e l’Hip-Hop, per citare – ci corre l’obbligo di farlo – le performances delle ragazze del VI corso che, nel Neoclassico,  hanno danzato in modo appassionato, aiutate da una musica davvero trascinante – “The last Carmen” di George Bizet.
Bisogna che tutti riconoscano che la danza,  questa disciplina rigorosissima alla quale si avvicinano sempre più spesso anche i ragazzi, non si può praticare perché lo hanno voluto i genitori,  ma perché si sente dentro qualcosa che suscita emozione. E soltanto se quest’emozione , con il passare del tempo, si rivela costante, se non  addirittura  aumentata, si può pensare di andare avanti e continuare ad accarezzare quei sogni nel cassetto che, sicuramente, tutti hanno.
 
 
Nota della Redazione:
a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery seguente, per farne uso pubblico, ricordiamo di citare la fonte “Radio Cl1″                                                                              
Cliccare sulle foto per ingrandirle
 

Commenta su Facebook