Sabato e domenica le “Giornate dei Musei Ecclesiastici”. Porte aperte al Museo Diocesano

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Sabato 1 e domenica 2 ottobre in tutta Italia tornano le Giornate dei Musei Ecclesiastici, un appuntamento che si rinnova per il quarto anno consecutivo per volontà dell’AMEI, l’Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani, nata per valorizzare i musei religiosi esistenti in Italia proponendoli come strumenti di animazione culturale della società.

Il Museo Diocesano del Seminario Vescovile “G. Speciale” di Caltanissetta, sarà tra i musei che dal Trentino alla Sicilia apriranno le loro porte per far conoscere un immenso patrimonio che ai più è del tutto ignoto, scarsamente segnalato dalle guide turistiche delle città, soffocato da un’immagine di polverosità che è assolutamente lontana dalle loro realtà.

“Se Scambio, Cambio” lo slogan scelto quest’anno da AMEI con l’obiettivo di avviare un dialogo con il territorio e rendere ancora più interessante e stimolante la visita durante le tradizionali giornate aperte.

Lo scambio indica apertura, capacità di confronto, produce cambiamento e il Museo Diocesano per le Giornate AMEI propone alla città una forma di scambio curiosamente virtuosa che rivolge a quanti accetteranno di lasciarsi coinvolgere.

Provenienti da collezione privata, e per la prima volta offerti al pubblico, saranno esposti due bozzetti di Giuseppe Frattallone, uno dei maggiori artisti nisseni tra Ottocento e Novecento, un San Giovannino e un Angelo custode, probabilmente creati dall’artista come dono al proprio mecenate.

Pubblico e privato in dialogo per dar vita ad una simbolica iniziativa di condivisione: lo ‘scambio’ è la proposta di una visita guidata alle due opere, un’opportunità da barattare, per quanti lo vorranno, con prodotti alimentari, un pacco di pasta, una scatola di biscotti, un kg di zucchero, da destinare a persone indigenti attraverso i canali della Caritas o di altra organizzazione certificata, «perché compito di un museo è saper cogliere i bisogni sociali e culturali della propria comunità, favorire la costruzione di una società più coesa e responsabile, sostenere l’integrazione, il dialogo, la relazione. Perché confrontarsi con ‘l’altro’ significa crescere!».

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