“Rottamazione” cartelle, Fiumefreddo: “Attenzione non è un condono”. Contribuenti si riversano negli uffici di Riscossione

Dopo l’annuncio di un decreto fiscale con cui verranno “rottamate” le cartelle fiscali di Equitalia (e la stessa società) da parte del premier Matteo Renzi, Riscossione Sicilia con il presidente Antonio Fiumefreddo consiglia prudenza ai cittadini che hanno ricevuto cartelle per tributi non pagati. “Con prudenza accogliamo con favore il provvedimento”.

“Non vorremmo che si realizzasse una cosa grave, che la gente pensi di non dover pagare niente”, spiega Fiumefreddo a Radio CL1. Numerosi, infatti, sono gli utenti che si sono recati ieri e oggi nelle sedi periferiche di Riscossione, tra cui quella di Caltanissetta, perchè convinti che il Decreto fiscale fosse già operativo, oppure per chiedere delucidazioni sulle proprie posizioni debitorie nei confronti del Fisco alla luce degli annunci.

“Riscossione Sicilia è a disposizione per dare chiarimenti, già da stamattina abbiamo gli uffici pieni di cittadini che ci chiedono come agire, ma ci preoccupa che passi il messaggio che le tasse non si pagano”.

Cè un metodo corretto per affrontare la nuova legge, spiega Fiumefreddo. “Il consiglio al cittadino che ha ricevuto una cartella, è quello di guardare alla stessa cartella dove c’è sempre l’importo netto, nudo e crudo, del tributo. Dovrà pagare quell’importo. Mentre le voci di interesse, bollo e sanzione non le dovrà pagare, ma il tributo si. Non pagandolo si attiveranno le procedure esecutive, la legge non ha cancellato i tributi, ma solo le sanzioni. Non è un condono”.

Non si conoscono ancora i dettagli del decreto fiscale annunciato dal Governo, ma di certo bisognerà pagare la sorte capitale del tributo. In ogni caso il provvedimento in Sicilia dovrebbe consentire di passare dall’incasso degli attuali 600 milioni al miliardo di euro, risorse che potrebbero essere investite nella lotta all’evasione fiscale.

“L’unica cosa da non fare – insiste il presidente di Riscossione – è quella di cadere nella tentazione di non pagare. La legge non ha fatto alcun condono, ma solamente stabilito una cosa importante, visto che sanzioni, bolli e interessi finivano per raddoppiare quanto dovuto. In aiuto ai cittadini che vivevano l’aumento di interessi e mora come una vessazione, a tassi quasi veramente di usura”.

Il provvedimento si potrà applicare a tributi, contributi previdenziali e assistenziali, sono invece escluse le multe.

“Anche su questo abbiamo confusione, non è uscita alcuna circolare non essendoci il testo del provvedimento, secondo un cattivo costume italiano di annunciare le cose senza ancora un parametro giuridico. Pare che siano fuori le multe comunali, per intenderci le multe elevate dalla Polizia municipale. Così come pare che resti fuori l’Iva, perchè legata a dei meccanismi europei. Tutti gli altri tributi invece sono compresi certamente. Tutta la congenie di tasse, dall’Ici all’Imu, dall’Irpef alle tasse sugli immobili sono tute riportate alla sorte capitale”.

Dopo l’annuncio di Renzi che sarà abolita e quindi chiusa Equitalia, il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, ha auspicato la chiusura anche di Riscossione Sicilia, unica agenzia non alle dirette dipendenze dello Stato che rimane oggi in vita.

“Il futuro – ammette Fiumefreddo – attiene ad una valutazione politica, può darsi che come Equitalia anche Riscossione Sicilia verrà abolita. Però l’apparato organizzativo interessa poco al cittadino a cui interessa invece pagare il giusto e soprattutto che si semplifichi il sistema fiscale. Il guaio che vivono famiglie e piccole imprese è la difficoltà, oltre l’esosità, di mettersi in regola con scadenze mensili, per cui si rincorre la scadenza. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi. Oggi la sensazione è di caos che non aiuta mai lo Stato ad essere chiaro con i cittadini. Ecco perchè dico, paghiamo la sorte capitale, non vorrei che domani ci si trovasse nella condizione di dire di aver ascoltato i giornali ma non aver letto il testo della legge. Quindi prudenza, ma accogliamo con favore il provvedimento”.

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