Rosy Bindi e la dedica ai minori usati dalla mafia. "20 miliardi di beni, non usarli responsabilità troppo grande".

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(di Alberto Sardo, foto Pasquale Trobia) In quella casa Cosa nostra aveva segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo, il 13enne fatto rapire, uccidere e sciogliere nell’acido dal boss Giovanni Brusca, per aver avuto la sola colpa di essere il figlio del pentito Santino Di Matteo.
DSC_1568Oggi 21 ettari di terreno e un immobile, confiscati ad Alfonso Scozzari di Vallelunga Pratameno, sono stati assegnati in via temporanea al consorzio sviluppo e legalità per avviare una gestione sociale del bene.
Un passaggio simbolico, “un segnale concreto e tangibile di istituzioni che non sono astratte ma che danno risposte”, ha spiegato il prefetto di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta, nella cerimonia che stamane ha visto la partecipazione tra gli altri della presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi, del presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli, del direttore dell’agenzia dei beni confiscati Umberto Postiglione e del relatore della commissione Antimafia, Davide Mattiello.
DSC_1513Contestualmente l’Agenzia per i beni e confiscati ha consegnato alla Prefettura, al Comune di Caltanissetta e al comando provinciale del Carabinieri tre immobili confiscati all’imprenditore nisseno Pietro Di Vincenzo, ex presidente dei costruttori siciliani dell’Ance, uno di questi immobili diventerà sede distaccata della Prefettura, ha annunciato il Prefetto.
Non solo simboli, ma anche fatti concreti nella lotta alla mafia, ha detto la Presidente della commissione antimafia Rosy Bindi
“Questa – ha spiegato la Bindi – sarebbe un’occasione straordinaria per un dibattito sul tema dei beni confiscati. Forse ce ne sarebbe la necessità, ma non dimentico che il Prefetto Postiglione ha fatto anche il sindaco, e come cultura politica fa delle provocazioni che non raccoglierò. La commissione ha lavorato, ha presentato un disegno di legge organico per l’assegnazione dei beni, la istituzione delle sezioni specializzate che regola gli amministratori. Il Parlamento lavorerà e quando avrà deciso tutti avranno una nuova riforma che abbiamo fatto ascoltando”.DSC_1497
Le parole della presidente Bindi erano riferite al precedente intervento del Prefetto Postiglione che ha lamentato la scarsità di risorse umane destinate all’Agenzia per i beni confiscati, chiamata però a gestire un patrimonio immenso di oltre 20 miliardi di euro. Inoltre Postiglione aveva bacchettato il Parlamento affinché chiarisca una volta per tutte chi deve operare gli sgomberi di beni immobili occupati dalle famiglie ai quali sono stati confiscati, avendo subito per tale circostanza un controllo a livello nazionale da parte della DNA.
DSC_1468Tornando all’intervento della Bindi, la presidente dell’Antimafia ha detto che “non sfugge a nessuno l’importanza di un enorme patrimonio che abbiamo già sottratto alle mafie e non può rimanere inutilizzato in un tempo di crisi. Può essere un volano di sviluppo del nostro paese e tutti sappiamo che non utilizzare un patrimonio di 20 miliardi è una responsabilità troppo grande che nessuno si può assumere. Siamo qui tutti per questo motivo”.
La dedica ai minori vittime della mafia ma anche a quelli assoldati nelle periferie della presidente Rosy Bindi.
“Vorrei dedicare ai giovani di questo Paese, ai minori, ai ragazzi questo risultato di oggi. E’ significativo assegnare al consorzio per la legalità un bene così’ importante, ma tutti sappiamo che ha un significato ulteriore perchè lì è stato tenuto prigioniero un

Rodolfo Sabelli pres. ANM
Rodolfo Sabelli pres. ANM

bambino, un ragazzo che forse è diventato un po’ grande in quegli anni di prigionia, che lì ha vissuto la crescita. A lui e alla sua famiglia e a tutti i minori vittime di mafia dedichiamo questa giornata. Perchè l’idea che la mafia non uccide i bambini non è vera, la mafia non ha nessun codice di onore e la ferocia della mafia non ha confini”, ha detto la Bindi alla platea composta da rappresentanti di istituzioni (era presente il sindaco Giovanni Ruvolo) di forze dell’ordine (I colonnelli Sozzo e De Quarto di Gdf e Carabinieri e il Questore Megale) e magistrati (tra gli altri il neo procuratore generale Sergio Lari e il consigliere di corte d’Appello Tona).
“Dedichiamo questa giornata a tutti i minori catturati e reclutati dalle mafie, o che sono affascinati dalle mafie. E’ anche a tutti questi minori delle periferie delle città che spacciano droga e portano messaggi, che crescono nel mito della violenza, che pensano che lo Stato li tradisce e la mafia gli dà il futuro. Un impegno che chiama in causa tutte le istituzioni perchè sappiamo che ogni minore consegnato alla mafia trova la spiegazione in un’assenza della famiglia, della scuola e della società e lì siamo responsabili tutti, per assenza di prospettiva e futuro. Non è una giustificazione ma una spiegazione”.DSC_1515
“Bisogna pensare al nostro Paese a partire dalle esigenze dei giovani e dei ragazzi e del mezzogiorno d’Italia, questione irrisolta del nostro paese. Le mafie – ha detto la Bindi – sono legate ad un’idea di unità nazionale non ancora realizzata e qui la responsabilità è soprattutto della politica. Vogliamo essere una spina nel fianco delle istituzioni per assumersi tutti questo impegno. Che chiama anche le istituzioni locali, alla luce del decentramento e dell’autonomia, che corrisponde a un principio di responsabilità di tutti , di sindaci e di Regioni . Per una spinta forte affinché il Governo approvi entro l’anno la riforma dei beni confiscati. L’impegno non è quello di consegnare un bene ma l’Italia nelle mani delle giovani generazioni”.
DSC_1560Quindi l’intervento del presidente dell’ANM, Rodolfo Sabelli. “Si stanno sviluppando gli strumenti di aggressione alla mafia nella sua dimensione patrimoniale e aziendale. Un compito fondamentale perchè quei beni infiltrano il tessuto finanziario, sono oggetto di riciclaggio, ma sono essi stessi strumento di riciclaggio”.
“Come sostituto Procuratore e presidente ANM – ha spiegato il magistrato – purtroppo rilevo che queste attività economiche criminali non sono sempre di facile individuazione. Per la facilità di dissimulazione delle mafie grazie all’impiego di professionisti e forme di gestione apparentemente legali. Poi per la distanza temporale tra la produzione del bene frutto di attività criminali e il momento del suo impiego. Ma anche per una forma di ritrosia ad ammettere il carattere mafioso di quelle attività, ad ammettere che la mafia c’è ed opera vicino a noi, che non si individua soltanto nelle attività tradizionali. C’è una terza ragione, la convenienza di pezzi della società e pezzi di imprenditoria, dal lavorare con la mafia”.
Dunque le proposte dell’Anm in tema di beni confiscati e misure patrimoniali: “Estensione generalizzata della confisca per equivalente, normative sull’auto riciclaggio, dove la clausola di non punibilità per il godimento personale, rischia di escludere dall’ambito di applicazione situazioni che tralasciano il fatto che l’auto riciclaggio non sia un reato solo contro il patrimonio ma anche contro la trasparenza delle transazioni. Penso al rafforzamento degli strumenti investigativi nella corruzione, allineando il nostro paese alle convenzioni internazionali. Dobbiamo riconoscere che l’impiego attento degli attuali strumenti consente ottimi risultati e proprio la confisca e la restituzione alla società civile degli immobili, assume un valore simbolico e concreto, considerato che si tratta dell’immobile dove venne segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo”.DSC_1565
“La restituzione sociale – per Sabelli – è un valore fondamentale, perchè l’intervento di istituzioni e magistratura serve a poco se rimane un rischio diffuso di insensibilità per la corruzione e la legalità. Allora occorre una trasformazione che parta dal basso e coinvolga l’intera comunità.
Un migliore impiego e una migliore gestione, e quando si tratta di aziende, “che ne sia assicurata la redditività per evitare la delegittimazione che può passare con l’idea che la mafia dà occupazione e che invece le istituzioni e la magistratura in realtà creano miseria. E’ un inganno che alimenta l’illegalità e rafforza il mondo criminale e opera in forma strisciante e che va combattuto con ogni determinazione”, per il presdiente ANM.
“A questo scopo sono necessarie serietà e impegno ma credo anche altro. Strumenti adeguati. Noi conosciamo l’impegno dell’agenzia, occorre però che disponga di mezzi adeguati e risorse umane adeguate alle attività richieste. Anche la gestione delle aziende sottratte alle mafie deve essere sostenuta, soprattutto nella prima fase di gestione in cui il bene viene tolto alla mafia e dato ad una gestione trasparente che deve operare secondo logica di mercato”.
Amministratori giudiziari da selezionare e formare, professionalmente validi, per formare un albo adeguato in termini di fiducia, professionalità e numero da cui attingere per la gestione di beni e imprese sequestrate e confiscate”.
Per Sabelli “vi è un altro tema, quello delle indennità agli amministratori giudiziari. Occorre evitare che l’amministratore diventi un’occasione di lucro irragionevole ed eccessivo, ma anche evitare che agli amministratori siano assicurati compensi altrettanto irragionevolmente bassi, che allontanerebbero la professionalità favorendo commistioni di interessi”.
“E’ un impegno importante e non facile – ha concluso Sabelli – che deve chiamarci ad operare in modo sinergico, un impegno che assumiamo, lo dobbiamo al nostro Paese, ai cittadini che credono in noi e che ci chiamano a rappresentare e realizzare il desiderio di legalità di tutti”. (ha collaborato Pasquale Trobia)

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