Roberto Scarpinato nuovo Procuratore Generale di Palermo. Lascia Caltanissetta dopo tre anni.

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Roberto ScarpinatoSessantuno anni, originario di Caltanissetta, l’attuale procuratore generale della corte d’appello nissena, Roberto Scarpinato è  il uovo capo della Procura Generale di Palermo. Dopo il richiamo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Csm per accelerare la nomina dei capi degli uffici rimasti vacanti, il Consiglio superiore della Magistratura ha fissato per giovedì 7 febbraio l’assemblea plenaria dell’organo di autogoverno della magistratura, con all’ordine del giorno la nomina del nuovo procuratore generale di Palermo.

Dopo il voto in commissione, che ha decretato un’ampia maggioranza a favore di Scarpinato, il magistrato niseno, già componente del pool antimafia di Palermo, è stato eletto a ricoprire l’importante incarico all’unanimità dei votanti (19 voti favorevoli) con 4 astenuti dei Laici del PDL. Ampia invece la convergenza sul Procuratore Generale di Caltanissetta adesso nominato per lo stesso incarico a Palermo.

Nella sua lunga carriera Scarpinato si è occupato degli omicidi di Piersanti Mattarella, Pio La Torre, Salvo Lima e Carlo Alberto Dalla Chiesa in qualità di componente del pool antimafia della DDa di Palermo. A Caltanissetta si è occupato della revisione del processo Borsellino, dopo le dichiarazioni del pentito Spatuzza.

Sempre a Palermo, prima di arrivare come Procuratore Generale a Caltanissetta, in qualità di Procuratore Aggiunto, Scarpinato aveva assunto la delega sulle indagini antimafia riguardanti i reati finanziari e l’economia, arrivando a proporre misure di prevenzione accolte, per 3 miliardi e mezzo di euro contro la mafia palermitana e Cosa nostra siciliana, dimostrando i legami e gli interessi economici e finanziari della mafia in Italia, in Europa e in tutto il mondo.Scarpinato e Lari

Nei giorni scorsi Roberto Scarpinato, sedendo nella poltrona destinata al Procuratore Generale, ovvero la massima funzione giudiziaria della pubblica accusa nel distretto giudiziario, si è battuto contro la riorganizzazione delle piante organiche e quindi i tagli predisposti dal Ministero della Giustizia, contestandone Scarpinato Livatinoi calcoli matematici e statistici che ne stanno a fondamento.

 

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