Ritrovate nell'ex rifugio antiaereo di salita Matteotti, le lapidi di Ferdinando I e Francesco I di Borbone

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L'arch. Giuseppe Saggio, l'arch. Daniela Vullo,il dr Lorenzo Guzzardi, il sindaco Giovanni Ruvolo e l'ing. Amedeo FalciAlla presenza del Soprintendente ai BB.CC.AA. di Caltanissetta dr Lorenzo Guzzardi, del sindaco Giovanni Ruvolo, dell’arch. Daniela Vullo, dell’arch. Giuseppe Saggio, dell’assessore Amedeo Falci e dell’ing. Giuseppe Dell’Utri, si è tenuta martedì 19 maggio la conferenza stampa di presentazione delle due lapidi  ritrovate nell’ex rifugio antiaereo di salita Matteotti, dove sono in corso i lavori di conversione in Museo di arte contemporanea.
Si tratta delle lastre di marmo che rivestivano la parte frontale dei basamenti su cui erano ubicate le statue di Ferdinando I e del figlio Francesco I di Borbone, realizzate dallo scultore Valerio Villareale. Le due statue, abbiamo appreso, erano piazzate la prima in quella che oggi è piazza Garibaldi e l’altra davanti la chiesa del Collegio.
Intervista all’arch. Daniela Vullo responsabile Sezione Beni Architettonici

“CIVITAS CALATANIXECTA REGI DNO SUO” ( la citta di Caltanissetta al suo re e signore) si legge ancora chiaramente su una delle due Omaggio della Soprintendenza al sindaco Giovanni Ruvolo (1)lapidi. Le due lapidi, che durante la conferenza erano esposte cosi come sono state ritrovate, quindi sporche, non appena ripulite saranno rese fruibili dalla cittadinanza. Oltre alle due lapidi, sono stati ritrovati documenti di archivio del Comune che li ha acquisiti e che saranno anch’essi resi fruibili. Quando i locali sono stati sgombrati per permettere l’esecuzione dei lavori previsti, sono stati ritrovati, oltre  i bagni ed i sedili originali del rifugio antiaereo, anche delle motociclette verosimilmente appartenenti ai Vigili Urbani. “È allo studio – ha detto il Soprintendente dr Guzzardi – una variante nei lavori del realizzando Museo di arte contemporanea, che renda compatibile il nuovo con l’esistente”.
Intervista al sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo

Il dr Lorenzo Guzzardi Soprintendente ai BB.CC.AA. di Caltanissetta“Tra le due Istituzioni (Comune e Soprintendenza, ndr) – ha detto il sindaco Ruvolo – si è creato un rapporto perfetto perché entrambi abbiamo a cuore la tutela del patrimonio storico e artistico della nostra città e c’è una forte volontà di creare quella Rete che è l’unico strumento possibile per potere dare valore alle tante cose che abbiamo. Attraverso il recupero di questi beni – ha continuato Ruvolo – vogliamo rilanciare l’idea di una città viva che si sta riscoprendo”.
Dopo le dotte dissertazioni degli architetti Vullo e Saggio che hanno illustrato, nel dettaglio, le tappe sia del ritrovamento sia dell’importanza storica dei reperti, ha preso la parola l’ing. Giuseppe Dell’Utri, R.U.P. dei lavori di Salita Matteotti che ha inteso fugare alcuni dubbi e fare chiarezza su quanto la stampa ha diffuso a proposito del presunto fermo dei lavori.
“Abbiamo studiato – ha detto l’ing. Dell’Utri – acquisendo notizie e riferimenti in atti su quale potesse essere la genesi di questo ipogeo. Abbiamo assunto anche informazioni storiche che fanno supporre che, all’epoca, questiDSC_9363 lavori  furono eseguiti a cielo aperto. Ciò significa che non furono fatti in sotterraneo ma furono fatte delle manovre di scavo direttamente in superficie. Ci è venuto il dubbio, assieme alla Soprintendenza, che queste strutture fossero preesistenti e che potrebbero essere verosimilmente delle vasche che furono trasformate in rifugio antiaereo. Però, questo va accertato”. Per tutto questo, i lavori hanno avuto una serie di raccordi per cercare una soluzione di intesa per fare in modo di mantenere tutto ciò che esiste, valorizzarlo e integrarlo con una parte nuova che costituirà il Museo d’arte moderna. Quando si scrive – arriva al nocciolo del suo chiarimento, l’ing. Dell’Utri – ‘i lavori sono fermi, non si prosegue, c’è l’inerzia’ l’inerzia non è dovuta ad un pressappochismo dell’Amministrazione, ma ad una serie di motivi tecnici che ci hanno portati a dei momenti di riflessione in quanto riteniamo che è meglio programmare e vedere prima anziché andare poi a cercare rimedi”.
Sono tante le idee e riteniamo anche noi che, piuttosto che proseguire a tutti i costi i lavori, pur di rispettare la tabella di marcia, sia meglio progettare e pianificare il da farsi. Troppe volte, purtroppo, ci si è dovuti ricredere su quanto realizzato e ricorrere al “senno del poi”.
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