Ritorna al Museo Diocesano, restaurata, la pianeta del ‘700 ricamata in corallo e fili d’oro.

2508

Ne avevamo parlato nel corso di un articolo pubblicato nel novembre del 2013, quando annunciammo la visita a Caltanissetta  di Anna Laura Bruni, biologa romana, per presentare il suo libro dal titolo “Ricami, tessuti e fichi d’india” in cui l’autrice parlava anche di questa pianeta che necessitava di qualche attenzione. Per questo fu affidata, perché la riportasse agli antichi splendori, ad un  laboratorio specializzato di Ragusa.
Libro-BruniOrbene, giovedì 5 febbraio, la preziosa pianeta  è stata riconsegnata al Museo Diocesano e ai nisseni.  Il parato è un esempio dell’eccezionale livello raggiunto dall’arte del ricamo in Sicilia tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, e di uno dei suoi aspetti più appariscenti, l’inserimento del prezioso corallo messinese e trapanese nei più pregevoli manufatti isolani. Per questo ricamo in particolare, l’attribuzione a maestranze dell’area messinese è provata non solo da evidenti richiami stilistici, ma anche dai preziosi e numerosi grani di corallo di quella straordinaria nuance rosa arancio tipica dei giacimenti corallini di Messina. Il completo liturgico, costituito da pianeta, stola, manipolo e borsa, è citato in un inventario degli oggetti sacri della chiesa madre di Serradifalco del 1733, e fu probabilmente donato dal duca Francesco Lo Faso in occasione della ricostruzione del tempio, avvenuta ad inizio del XVIII secolo.
Il restauro, affidato alla restauratrice Tiziana Iozzia, titolare di un laboratorio specializzato nel restauro dei tessuti antichi a Ragusa e seguito dallo sguardo attento della Sezione Storico Artistica della Soprintendenza BB.CC.AA. di Caltanissetta, ha restituito il parato al suo antico splendore, confermandolo come uno dei pezzi di maggior rilievo artistico del Museo.
Caltanissetta, 6 febbraio 2015
Note dell’Ufficio stampa della Curia Vescovile
 
 
 

Commenta su Facebook