Rischio usura dopo il lockdown. Il presidente dell’antiracket: “Al momento segnali non ce ne sono, ma siamo pronti a intervenire”

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Il ministro dell’Interno aveva lanciato l’allerta nelle scorse settimane individuando il rischio che le organizzazioni criminali si potessero infiltrare nel tessuto economico delle imprese in crisi di liquidità a causa del lockdown. Le prefetture si sono attivate per monitorare la situazione. Il rischio maggiore per i piccoli esercizi commerciali e per le imprese della ristorazione sarebbe l’usura ma nel nostro territorio “al momento non ci sono segnali”, ci dice Renzo Caponnetti presidente dell’associazione antiracket Gaetano Giordano di Gela.

“Abbiamo fatto anche incontri in prefettura con l’attenzione rivolta a questo periodo, segnali non ce ne sono ma siamo in allerta. Soprattutto i commercianti e gli imprenditori in grossissime difficoltà – spiega Caponnetti – potrebbero abbassare la guardia e magari far entrare qualcuno che si presenta in forma amichevole. Per le estorsioni i nostri associati sono abituati a denunciare immediatamente. Per l’usura è una cosa un po’ più complicata viste le difficoltà economiche dei commercianti, soprattutto i piccoli come ristorazione, pizzerie e bar che hanno avuto un maggiore danno dalla chiusura e alla luce di una riapertura in questo modo. Ancora segnali non ne abbiamo e siamo sempre in allerta”.

Bollette, imposte e tasse e soprattutto affitti hanno continuato a correre durante il lockdown aumentando l’esposizione economica dei titolari di pubblici esercizi. Le prospettive della ripartenza d’altro canto, sono ancora un’incognita.

“Parlando con loro – spiega il presidente dell’antiracket – quello che emerge più frequentemente come richiesta è un beneficio a fondo perduto per i due mesi e mezzo in cui hanno pagato affitti, operai, utenze. A sentire loro sarebbe consigliabile agire in questo senso. Per quanto riguarda i mutui – i 25 mila euro – le banche dovrebbero essere propense a concederli qualora ce ne sia il presupposto. L’allerta c’è in tutte le prefetture ma in questo momento non abbiamo segnali, siamo comunque preparati a intervenire”.

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