Ripartire da zero puntando ai giovani. La Nissa Fc si presenta con un progetto aperto alla città

Ripartire da zero per cominciare con il piede giusto, ovvero con la condivisione di un progetto sano e genuino che parta dai giovani e possa coinvolgere le forze positive della città.

IMG_2015Con queste premesse è stato presentato il nuovo progetto per far rinascere la Nissa a Caltanissetta sotto le insegne della gloriosa Nissa Fc che soltanto dieci anni fa militava nel campionato di serie D. Una conferenza stampa in cui hanno partecipato i promotori, tra gli altri Michele Savoia, Alessandro Silverio, Gino Palermo, Fabrizio Di Dio, Maurizio Lamendola, Raimondo Lupo, Alessandro Gruttadauria.

Il tecnico chiamato a guidare la nuova avventura è l’allenatore nisseno Fabrizio Ponticello. La Nissa giocherà con il logo del Comune. Non in cambio di uno sponsor economico ma solo per sottolineare l’appartenenza al capoluogo e come riconoscimento per aver messo a disposizione l’impianto dello stadio Palmintelli, dove la squadra si allenerà e giocherà le partite. Si inizia dalla Terza categoria, dunque, ma con un progetto che punta prioritariamente ai giovani. Con una scuola calcio aperta a tutti e gratuita per le famiglie che si trovano in fasce economiche disagiate. Una scuola, spiega ai nostri microfoni Alessandro Silverio, già dirigente nella Nissa di serie D, in cui questi ragazzi in difficoltà non dovranno pagare nulla.

Ascolta le interviste ad Alessandro Silverio e Michele Savoia

IMG_2025“A Caltanissetta – spiega Silverio, già dirigente della Nissa Fc ai tempi della serie D – l’ultima Nissa non si è iscritta al campionato e non ci sono state realtà imprenditoriali che abbiano voluto prendere la società, che è scomparsa da tutti i radar. Ci siamo visti e ci siamo detti: Perché non costruire un progetto da zero? L’obiettivo è un campionato di prova. Per verificare se si possono creare sinergie che coinvolgano tutti in questo progetto. Se c’è condivisione, di mezzi e competenze, a fine anno si potrà vedere se ci sono le basi per  creare qualcosa di importante. Allora si andrà in Lega e si chiederà il diritto ad iscrivere la squadra in un campionato più importante. Però prima bisogna costruire. Far convergere tutte le sinergie per creare un progetto condiviso”.

 La divisa sarà quella tradizionale della Nissa di sempre con la maglia biancoscudata.
IMG_2020Cosa ha spinto un gruppo di dirigenti e appassionati a ripartire da zero? “Ci ha spinto – prosegue Silverio – la passione verso il calcio e vedere che Caltanissetta non ha una squadra. L’Akragas è in serie C, altre realtà siciliane sono in campionati importanti come San Cataldo che ha la squadra in serie D. Noi cosa proponiamo? il nulla in questo momento. Con la passione per il calcio cerchiamo di creare qualcosa di nuovo e dimostrare che questa città ha voglia di fare gruppo”.
Michele Savoia è da tempo immemore dirigente di calcio e da una vita ha frequentato i campi, a partire dallo stadio Palmintelli, dove è andato per la prima volta all’età di cinque anni.
“Partire da zero – spiega – perché ripartire da una situazione più avanzata potrebbe creare problemi. Perché se non c’è aggregazione e attaccamento da parte di tutti coloro che vogliono fare qualcosa per la città, allora il progetto non andrebbe avanti. Se invece siamo in molti a partecipare posiamo, con poco, divertirci tutti”.
Si riparte con una scuola calcio che consentirà ai bambini delle fasce disagiate di giocare senza pagare nulla. Basterà una certificazione Isee per poter giocare a calcio senza spendere nulla. “Apriamo alle famiglie e facciamo un servizio alla città, a ragazzi che potrebbero finire in altre situazioni”, spiega ancora Alessandro Silverio. “La possibilità di impegnare il tempo a fare qualcosa di importante e di sano, che è lo sport, il calcio. Daremo la possibilità di giocare ai ragazzi più validi di giocare in prima squadra. Ci saranno i settori giovanili come l’Allievi. Si crea qualcosa che coinvolge le famiglie e chi vuole fare sport sano. Se poi abbiamo la possibilità, con il tempo, di avvicinare personalità imprenditoriali, che credono in un progetto genuino e sano, allora potrebbero sposarlo. Alla fine metteremo sul tavolo tutto quello che abbiamo e prenderemo le decisioni, come l’iscrizione ad un campionato superiore, se abbiamo le basi per farlo”.
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