Rigenerazione urbana a Pietraperzia. Ophelia con la street art di Rosk&Loste

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Rosk&Loste, due artisti in piena ascesa della provincia nissena, armati di spray ed un progetto innovativo; quindici metri di muro; l’Associazione Anzichitanza di Caltanissetta che porta avanti un movimento aggregativo artistico, manifestazioni culturali e interventi di riqualificazione urbana; un’Amministrazione Comunale aperta ad accogliere idee e proposte originali: ecco la ricetta di una scommessa vincente. Un semplice muro in Via Caduti di Via Fani a Pietraperzia, facente parte di un contesto urbano popolare, diventa simbolo di progresso e rinascita grazie alla meravigliosa opera a cielo aperto dei due writers Rosk & Loste. Su quel muro prima vuoto, dopo tre giorni di kermesse “Urban Regeneration” – voluta fortemente dal Sindaco Antonio Bevilacqua, il vicesindaco Sebastiano Salerno, l’Assessore al Decoro Urbano Michele Laplaca, l’Associazione di Volontariato Pietrina – oggi campeggia una bellissima “Ophelia”. Impossibile non notarla e ancora di più non innamorarsene!

I due artisti nisseni – Maurizio Giulio Rosk, classe 1988 di Serradifalco (CL) e Mirko Loste, classe 1987 di Caltanissetta – come IMG_3917omaggio alla storia dell’arte, scelgono di trarre ispirazione dall’olio del pittore John Everett Millais – che, nel 1852, immortalò su tela la donna shakespeariana mentre si abbandonava alla corrente di quello che sarà il suo fangoso e fiorito sepolcro – e rivisitano la bellissima e inerme fanciulla di Millais, ma anche quella originaria di Amleto, in chiave del tutto contemporanea. Proprio come la vera Ophelia anche lei è inerme, sdraiata in orizzontale sul cemento, incapace di reagire ai feroci accadimenti che la circondano. La brutalità dei tempi, la dura realtà che strema e spaventa la donna, si reincarna nei due animali, il serpente e la rana che si muovono all’interno del murales: il serpente punta la rana in atto di caccia e Ophelia si trova, immobile, nel mezzo. La particolarità sta nel fatto che la Ophelia firmata da Rosk&Loste è di pelle ambrata, sarà forse un riferimento ai migranti che fuggono dalle zone di guerra e che, come la fanciulla dell’Amleto, si trovano ad abbandonarsi alle acque, sopraffatti da eventi troppo più grandi di loro ed incapaci di controllarli?

<<Abbiamo proposto all’Amministrazione Comunale di Pietraperzia l’intervento artistico di Rosk&Loste, due grandi artisti nisseni che stanno girando il mondo con la loro indiscutibile bravura, proprio perché volevamo che i muri di questo paese iniziassero a parlare.>> Dichiara Lorenzo Ciulla, presidente dell’Associazione Anzichitanza di Caltanissetta, promotrice di questa iniziativa.

La street art, risultato di una cultura underground che, sulla scia delle principali città europee quali Londra o Berlino, sta acquisendo sempre un maggior eco sul territorio italiano si presenta come un forte strumento di comunicazione, si inserisce in una trasmissione diretta tra l’artista e la città, ovvero tra quest’ultima e il cittadino. È anche grazie a questa pratica che le periferie, luoghi apparentemente dimenticati e abbandonati al proprio destino, iniziano a rivivere, a inviare messaggi e raccontare storie, le loro storie. È ormai inevitabile notare come da qualche tempo, al termine “costruzione” si è accostato, fino ad assumere la medesima importanza, il termine “riqualificazione”, visto come la possibilità di restituire ai territori la propria identità e ponendo le basi per uno sviluppo urbano futuro, in tale ottica si collocano gli interventi di street art come quello appena conclusosi a Pietraperzia.

<<Questo non è un intervento di decorazione urbana ma una vera e propria rigenerazione. Questo è il senso dell’Ophelia che campeggia sul muro in Via Caduti di Via Fani e se ce ne sarà la possibilità, se questa Amministrazione continuerà a dimostrarsi così sensibile ed aperta alle proposte che vengono dal basso, come la nostra, ci piacerebbe molto che Ophelia sia la prima pietra di un progetto artistico capace di portare nel pieno centro della Sicilia, in un paese-gioiello come Pietraperzia, artisti internazionali e nazionali, che possano trasformare i muri abbandonati in un vero e proprio museo a cielo aperto in grado di raccontare storie, le sue storie, a visitatori provenienti da ogni parte del mondo.>> conclude il presidente Ciulla.

Associazione culturale Anzichitanza

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