Rifugiati all'Ipab di San Cataldo. Di Maria (CISL-Fp): "Servono più operatori in servizio"

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Il segretario generale della Cisl-Fp, Gianfranco di Maria, contro i vertici della Cooperativa “Progetto Vita” di Caltagirone, che hanno riaperto l’ex Ipab, “Canonico Pagano”, destinata ad ospitare oltre sessanta richiedenti asilo politico sgombrati dall’impianto sportivo Michelangelo Cannavò di Pian del Lago la scorsa settimana. Aperta la struttura, la cooperativa ha reimpiegato solo sei dei venti operatori socio-sanitari dell’Ipab, a detta del segretario della Cisl, escludendo anche quelli che parlano inglese e avrebbero potuto meglio accogliere i migranti rifugiati.

Gli operatori presi dalla ditta,  secondo il sindacalista, sarebbero pochi e ciò sarebbe dimostrato da turni di lavoro che variano dalle 10 alle 12 ore. “ Al di là dell’aspetto economico, si deve fornire assistenza ai migranti, con personale qualificato, che li faccia sentire ben accolti in una realtà nuova come quella sancataldese”, afferma Di Maria che intende scrivere al Prefetto e al commissario del comune di San Cataldo, Licia Messina, qualora la cooperativa non risponderà alle sollecitazioni della CISL.

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