Rifiuti, Zummo: "Salasso quarta rata Tares abolito. Su prelievo dello Stato, Consiglio non poteva intervenire"

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Consiglio ComunaleIl presidente del Consiglio comunale Calogero Zummo smentisce seccamente la notizia apparsa questa mattina in un quotidiano locale, che lo indica come uno di quelli che ha “assicurato e confermato” che la quarta rata della Tarsu non si sarebbe pagata.

Calogero Zummo Presidente Consiglio comunale“Quando ho parlato di quarta rata che i cittadini non avrebbero dovuto pagare – ha commentato il presidente Zummo – mi riferivo alla Tares e non alla Tarsu, come invece scrive erroneamente il distratto giornalista. Capisco che in questo momento sui tributi la confusione è tanta – continua Zummo – proprio per questo motivo, però, mi aspetto dai professionisti dell’informazione uno sforzo maggiore per far comprendere ai cittadini le differenze che vi sono tra le varie tasse, in modo da fare chiarezza e non, invece, creare ulteriore confusione, con il solo risultato di inasprire maggiormente gli animi delle persone”.

“Quello che è stato detto dal sottoscritto – prosegue il Presidente del Consiglio comunale – che è stato riportato in data 30 ottobre 2013 dalla maggior parte dei mezzi di informazione locale, compreso il quotidiano che oggi mi indica come colui che ha detto cose da me mai affermate. In particolare, il fatto di non pagare la quarta rata Tares significava appunto che non si sarebbe applicata nel comune di Caltanissetta la Tares, che prevede la totale copertura del costo del servizio a carico del cittadino, determinando di conseguenza una quarta rata, appunto, che avrebbe inciso per almeno 300 euro a carico dei cittadini e oltre 800 euro a carico delle imprese, oltre alla tassa sui servizi indivisibili il cui gettito, di € 0,30 centesimi a metro quadrato, è interamente a favore dello Stato. Su quest’ultimo aspetto il Consiglio Comunale non poteva assolutamente intervenire. L’avere deliberato invece il mantenimento della Tarsu – continua Zummo – ha significato che sia i cittadini che le imprese non pagheranno più di quanto pagato nel 2012, oltre, come già detto, la tassa che lo Stato, unico beneficiario, ci ha imposto di riscuotere dai cittadini. Nello specifico i cittadini in questi giorni stanno ricevendo l’eventuale differenza tra quanto pagato nel 2012 e quanto pagato in acconto nel 2013, oltre alla citata tassa in favore dello Stato in ogni caso dovuta. I cittadini potranno facilmente verificare che se hanno pagato, ad esempio, 200 euro nel 2012 e versato acconti per il 2013 per 180 euro, la differenza sarà di 20 euro. A questo deve aggiungersi il pagamento in favore dello Stato per 0,30 centesimi metro quadro. Per quanto riguarda gli avvisi con scadenza 16 dicembre, si potranno pagare fino al 31 dicembre, così come pubblicato sul sito web e all’Albo Pretorio del Comune”.

“In definitiva – conclude il presidente Zummo – da come si evince si è lavorato nel rispetto della legge e soprattutto nell’interesse esclusivo dei cittadini e delle imprese che, così facendo, hanno risparmiato rispettivamente dai 300 agli 800 euro”.

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