Rifiuti, scoppia la protesta. Pignorati i conti dell'Ato. Netturbini e dipendenti a secco.

662

Netturbini in consiglioOperatori ecologici di Caltambiente scatenati, martedì mattina, hanno dato vita ad una dura protesta per il mancato pagamento dello stipendio. Dopo aver presidiato gli uffici del’ato, i netturbini si sono spostati al comune, dove era in corso la seduta del consiglio comunale, constringendo il civico consesso a sospendere i lavori. Alla base del problema un pignoramento da parte di un creditore dell’ato, che ha bloccato i soldi che il comune aveva già versato all’ato per gli stipendi.

Rifiuti, scoppia la protesta dei netturbini di Caltambiente per il mancato pagamento dello stipendio, un folto gruppo di lavoratori irrompe in consiglio comunale, mentre la seduta è in corso, ha occupato l’aula per venti lunghi minuti in cui sono prevalse le urla e la disperazione sugli interventi, nel frattempo interrotti dal presidente Calogero Zummo. In particolare i netturbini hanno atteso che a prendere la parola fosse il sindaco Michele Campisi, per far partire la pesante contestazione. Ma in realtà il sindaco ha poche responsabilità per il mancato accreditamento della mensilità di febbraio. Il comune aveva versato un’anticipazione all’Ato Ambiente ma le somme, 150 mila euro, sono state in parte pignorate da un creditore della società d’ambito, che ha così bloccato a catena i pagamenti egli stipendi. Ad essere pignorati, in particolare, 98 mila euro. E’ il segno di una situazione finanziaria ai limiti del sostenibile per l’ato ambiente del commissario Elisa Ingala, causata anche dall’impossibilità di emettere i Netturbini in consiglio 2ruoli prima di luglio della nuova Tares. Tornando alla protesta dei netturbini, questa si è svolta prima nella sede dell’ato, in via Salvo D’Acquisto, e successivamente si è spostata in comune, dove Campisi ha illustrato ai lavoratori la soluzione per le prossime mensilità. Il comune pagherà direttamente Caltambiente senza passare dall’ato. Ma l problema per lo stipendio di febbraio rimane, anche se l’ufficio finanziario del comune è a lavoro per possibili soluzioni.

Ecco di seguito alcune concitate fasi dell’intervento di Campisi in consiglio comunale, quando il sindaco ha tentato di placare gli animi dei netturbini che hanno fatto irruzione nell’aula consiliare.

Intervento Campisi in aula

Infine la presa di posizione dell’Ato in una nota ufficiale che addebita alle gestioni precedenti a quella del liquidatore Elisa Ingala, le responsabilità di tale situazione.

Il liquidatore dell’Ato Ambiente Cl1, Elisa Ingala, questa mattina, ha incontrato una delegazione dei netturbini che prestano servizio per conto della ditta Caltambiente. “La situazione è oramai al collasso, a causa dei continui pignoramenti, frutto del mancato ripianamento della situazione debitoria del passato”, si legge nella nota.

Netturbini consiglio“L’ ultimo atto che, ha ulteriormente paralizzato la società d’ambito è la notifica e quindi il congelamento di 98 mila euro che mancano all’ ’appello per pagare il saldo degli stipendi dei netturbini di Caltanissetta.  Il Comune di Caltanissetta, venerdì, aveva versato nelle casse della società 150 mila euro che sarebbero dovute servire per pagare la mensilità di febbraio. Invece l’attività coattiva, notificata venerdì mattina, su iniziativa di un creditore di un debito pregresso risalente al 2008, ha congelato l’importo. Per questo motivo sono stati rimessi a Caltambiente solo 52 mila euro a fronte dei 150 destinati dal Comune ai lavoratori. Lo sciopero selvaggio, attuato a partire da ieri sera rischia di mettere in ginocchio la città”.

“Il Comune di Caltanissetta ha versato all’Ato Ambiente, da gennaio a oggi,  importi in acconto che   sono serviti a pagare il saldo e tredicesime di dicembre e la sola mensilità di gennaio. L’ ’ammontare  è stato riversato interamente alla Caltambiente, tranne le 98 mila euro”, puntualizza la Ingala, affermando che “il servizio costa mensilmente 1 milione di euro e, quest’anno, dovrà essere sostenuto interamente dal Comune di Caltanissetta, alla luce dell’introduzione della Tares che a luglio sarà introitata nelle casse comunali”.

“La situazione finanziaria dell’Ato Cl1 si aggrava di giorno in giorno a causa dei 25 milioni di euro che il liquidatore, Elisa Ingala, ha ereditato dalla Ingala Elisadissennata gestione degli anni 2005 e fino al 2010. Adesso, a causa del mancato ripianamento del debito che ha registrato un solo intervento da parte della Regione per 2.250 mila euro, si è verificata la paralisi totale della gestione finanziaria. I creditori con l’invio dei pignoramenti, aggrediscono la gestione corrente con l’impossibilità di pagare le spese e soprattutto gli stipend”i.

Il mancato pagamento di due mensilità, infatti, non riguarda solo i dipendenti di Caltambiente, ma tutti i lavoratori dell’Ato, cioè quelli che prestano servizio e che raccolgono i rifiuti per conto degli altri 15 comuni, oltre ai diversi fornitori.

Commenta su Facebook