Rifiuti. Ruvolo va avanti con il piano di Campisi. PD vuole il Porta a porta, “altri sistemi fallimentari”

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Accompagnati dall’ingegnere Graziano Scontrino, ex funzionario dell’Ato ambiente CL1, nominato dal sindaco Campisi progettista del nuovo piano rifiuti dell’Aro Caltanissetta, il sindaco Giovanni Ruvolo e l’assessore Amedeo Falci, hanno incontrato i componenti della seconda e terza commissione consiliare, Urbanistica e ambiente.

IMG_7480All’ordine del giorno il  “Piano ARO” che il sindaco Ruvolo ha deciso di sposare in linea con l’amministrazione Campisi, salvo alcuni accorgimenti, come spiega l’assessore Falci.

Il Piano Rifiuti – afferma l’assessore all’ambiente – è stato esitato dalla precedente amministrazione per motivi legislativi, perchè lo imponeva la riforma. Il piano era già organizzato quando ci siamo insediati. Abbiamo visto che i costi erano troppo alti, quelli annuali, per cui lo abbiamo ritirato per diminuire i costi, ma l’impostazione del piano era già stata data. Noi abbiamo apportato qualche cambiamento”.

“Ci saranno delle isole, tredici isole ecologiche su tutto il territorio urbano, dove lavorerà il personale della ditta. Nelle isole si porteranno i classici rifiuti da differenziare, carta, plastica e vetro, che saranno monitorati persona per persona attraverso le schede magnetiche. Un sistema variabile in base alla ditta che si aggiudica il servizio. Per l’umido vi saranno cassonetti esclusivamente dedicati, distribuiti in tutto il territorio con una densità maggiore”, spiega ancora Falci.

“Nelle isole, l’utente raccoglierà la plastica, la carta e il vetro, che sono materiali che presuppongono percentuali diverse di produzione. Se avremo dei contenitori a casa, quello della plastica si riempirà certamente prima e lo porteremo più frequentemente. Il vetro si riempie meno frequentemente. Quindi il tutto si porterà in queste isole”.

Ma il Partito Democratico critica questa impostazione. I Democratici chiedono apertamente a Ruvolo di scommettere sul porta a porta spinto in tutta la città, o quasi. Il Pd “offre un’importante sostegno politico per intraprendere questa strada alla Giunta Ruvolo” ci spiega un dirigente democratico.IMG_7479

“Il porta a porta – ammette però Falci – al momento è previsto esclusivamente nel centro storico. In una fascia che abbraccia 11 mila abitanti. In effetti è poco, io lo estenderei anche alle aree limitrofe, ad esempio in via Colajanni, nella fascia fino a via Messina, per raggiungere maggiori percentuali e c’è poi da studiare il porta a porta a Santa Barbara, dove c’era stato un primo tentativo dell’Ato”. “Se non ci saranno intoppi con i tempi di gara e con quelli di approvazione del piano, il nuovo piano rifiuti sarà attivo non prima di settembre-ottobre 2015, se va tutto liscio”, conclude Falci.

Nell’opposizione si leva la voce dell’UDC, con la presidente della commissione urbanistica, Adriana Ricotta che a margine dell’incontro afferma di aver letto “l’ennesimo libro dei sogni irrealizzabile”.

“Siamo convinti che i rifiuti devono essere differenziati a casa con il porta a porta perchè altrove abbiamo visto il fallimento di altre tecniche”, afferma, per altro verso, senza mezzi termini, Ivo Cigna, segretario del circolo Centro Storico del PD e responsabile Ambiente dei democratici.

Dal Polo Civico ancora nessuna presa di posizione. Il PD, nell’ambito della maggioranza, è il soggetto politico più scontento della strada intrapresa, mentre del Piano ancora non c’è traccia, affinché i cittadini possano valutare prima che vengano assunte le decisioni. O meglio, c’è la versione resa pubblica dal sindaco uscente Campisi alla stampa.

Per i critici, i dati forniti dall’ingegnere Scontrino, ci viene riferito, non hanno controprova in uno studio indipendente. Legambiente così come il Partito Democratico, spingono per il piano del CONAI, che il consorzio nazionale imballaggi aveva regalato alla città. Da quel piano, potrebbe a breve arrivare la bozza di un bando alternativo. A quel punto la giunta Comunale, davanti a due piani, entrambi supportati da numeri incontrovertibili, dovrà scegliere e sarà una scelta politica.

Una scelta politica, perché politica è la gestione dei rifiuti.

Con il porta a porta condominiale, c’è la socializzazione della responsabilità: chi sbaglia fa pagare tutto il condominio e sarà quindi naturale che le famiglie si consultino e ne parlino. A Milano ad esempio fanno il porta a porta condominiale.

Gli stessi operai, centodieci quelli oggi impiegati a Caltambiente, che con il Porta a Porta, farebbero il giro dei condomini e magari potrebbero parlare con la gente, spiegare come si fa, essere affiancati da mediatori ed esperti.

Cassonetti intelligenti e isole ecologiche non di prossimità rappresentano invece un controllo, mediato dalla tecnologia, per “scovare” chi non fa la differenziata. Cassonetti intelligenti il cui costo di acquisto e la manutenzione saranno certamente “importanti”.

Come funzionano i cassonetti intelligenti in cui conferire l’umido con una scheda magnetica?

Se il sacchetto per dimensioni e forma non è consono ai calcoli matematici che lo rendono compatibile con un sacchetto “tipo” di rifiuti organici, lo stesso cassonetto “rigetta” il sacchetto. Ma non vede cosa c’è dentro, non sa ciò che noi conferiamo. Si basa su calcoli. Ad esempio se le dimensioni sono eccessive o la consistenza dell’imballaggio è anomala, si presume ci siano materiali indifferenziati, e il sacchetto sarà espulso.

Servirà inoltre una società di informatica per gestire il sistema.

Veniamo alle isole ecologiche.

Le isole ecologiche sono l’avanguardia della raccolta differenziata, ma ciò avviene quando vengono gestite da chi, dei rifiuti, è capace di fare il riuso intelligente. Oggi nelle isole ecologiche, andrebbero a lavorare gli operai della ditta, per fare lo stoccaggio del materiale.

E’ vero, il Porta a Porta costa di più se consideriamo i rifiuti a peso, perché a monte si calcolano i costi del personale. Ma nel caso di Caltanissetta, fortunatamente abbiamo una buona dotazione di operai addetti che comunque andranno garantiti.

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