Rifiuti. Perchè aumenta la Tari: Pesano i costi legati a smaltimento e trattamento. L’organico quello più caro

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Il servizio rifiuti nel Comune di Caltanissetta per l’anno 2020 costerà due milioni e 400mila euro in più rispetto al 2019. E’ quanto emerge dal piano economico finanziario per la gestione dei rifiuti nel 2020 redatto dalla direzione urbanistica e ambiente e da quella per i servizi finanziari. Preso atto del piano che spiega le motivazioni dell’aumento dei costi, la Giunta municipale ha adottato le nuove tariffe Tari per utenze domestiche e non domestiche con una delibera del 31 dicembre. Nello stesso giorno la Giunta ha approvato lo schema di bilancio di previsione 2020-2022 di cui il piano finanziario del servizio rifiuti è uno degli atti presupposti.

Il servizio rifiuti nel 2019 prevedeva costi per 10 milioni e 800 mila euro. Per il 2020 i costi stimati sono di 13 milioni e 236mila euro. Quella approvata dalla Giunta municipale è una nuova articolazione delle tariffe che adesso dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale. Le nuove tariffe, come quelle vecchie approvate nel 2015, prevedono una quota fissa e una variabile. La prima è pari a 1,15 euro a metro quadrato (era di 1,08 euro); quella variabile è calcolata in base al numero dei componenti il nucleo familiare. Si va dai 192 euro per il nucleo composto da una sola persona (era 138,66 euro) ai 294 euro per i nuclei composti da 6 o più persone (era 212 euro).

Tra i fattori che potrebbero aver determinato un aumento del costo del servizio vi sono quelli cosiddetti variabili. L’aumento per la quota fissa infatti è minimo. La quota fissa del tributo copre “le componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti quali i costi di spazzamento e lavaggio strade e piazze pubbliche, i costi amministrativi dell’accertamento e riscossione, il costo del personale, altri costi stabili”. Questi costi “stabili” in pratica hanno subito un aumento quasi ininfluente (7 centesimi a metro quadro per le utenze domestiche). La quota variabile della Tari copre invece i costi variabili. Essi aumentano “sulla base del quantitativo di rifiuti conferiti al servizio (costi di raccolta e trasporto, costi trattamento e smaltimento, costi raccolta differenziata, costi di trattamento e riciclo al netto dei proventi derivanti dalla vendita di materiale ed energia)”. Obiettivo del piano finanziario, così come prescritto dalle norme in materia, è la copertura del 100 percento dei costi attraverso la Tari.

I costi di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati sono inferiori a quelli per il trattamento e lo smaltimento di quelli differenziati, al netto di quanto viene poi restituito al Comune per i materiali riciclati che è comunque una piccola quota rispetto ai costi complessivi. Ciò è dovuto anche agli alti costi di smaltimento della frazione organica pari a 180 euro a tonnellata. Su questo dato evidentemente pesa la quasi assenza di impianti: quelli presenti in Sicilia sono saturi e la frazione organica viene spedita in altre Regioni o all’estero.

Anche i costi per il secco residuo aumenteranno nel 2020. Dai primi giorni di dicembre il Comune di Caltanissetta è stato autorizzato a conferire la frazione secca dei rifiuti solidi urbani nel nuovo impianto di trattamento meccanico biologico a gestione pubblica presso la discarica di contrada Timpazzo a Gela. A deciderlo è stato il dipartimento regionale acque e rifiuti della Regione Siciliana in concomitanza con l’apertura del nuovo Tmb nella città del golfo. Il contratto prevede lo smaltimento di 45 tonnellate al giorno ad un costo di 144 euro a tonnellata. Nella discarica di Lentini (gestita da una società privata, ndr.) il costo era invece di 115 euro a tonnellata.

Nel Comune di Caltanissetta la raccolta differenziata ha intanto superato la soglia del 50 percento. Rimane però il problema legato all’impiantistica come dimostra l’alto costo per il conferimento della frazione organica. La situazione migliora invece per il conferimento di carta, plastica e vetro poiché le piattaforme si trovano in zone limitrofe al capoluogo.

Gli sgravi sulla bolletta Tari in favore di coloro che conferiscono nelle isole ecologiche mobili o al centro comunale di contrada Cammarella ammontano nel 2019 a un milione e 400mila euro. Si tratta di somme che trovano copertura mediante ripartizione sull’intera platea dei contribuenti.

La nuova articolazione tariffaria. Prendiamo il caso di un’abitazione di 100 metri quadri. Per il nucleo familiare composto da una sola persona il calcolo della Tari con la precedente tariffa (tra quota fissa e variabile), era di 246,66 euro. Con le nuove tariffe l’ammontare della Tari sarà di 307,35. Nel caso di due occupanti la Tari 2019 era di 265,15 nel 2019 mentre per il 2020 la stessa coppia di persone pagherebbe 332,99 euro. Nel caso di tre occupanti: 274,39 euro del 2019 contro i 345 euro del 2020. Nel caso di quattro occupanti il nucleo familiare l’anno scorso pagava 302,12 euro, ne pagherebbero 384,28 nel 2020. Per cinque occupanti 315,99 euro nel 2019 che diventano 403,52 euro nel 2020. Infine per nuclei familiari composti da sei o più persone (sempre tenuto conto di una casa da 100 metri quadrati) la Tari 2019 era pari a 320,61 mentre quella del 2020 sarebbe di 409,93 euro.

La produzione di rifiuti nella città di Caltanissetta è ascrivibile per il 73 percento alle utenze domestiche e per il 27 percento a quelle non domestiche. Tra queste ultime coloro che pagherebbero di più rientrano nella categoria “Mense, birrerie, amburgherie”: 8,71 euro a metro quadrato per la quota fissa e 16,98 euro per la parte variabile. Ma in tale categoria risultano zero utenze e zero superfici. L’unica attività nella categoria “Ipermercati di generi misti”, per una superficie di 1 246 metri quadrati pagherà circa 28 mila e 700 euro nel 2020. Meno onerosa la tassa su bar, caffetterie e pasticcerie pari a 10,57 euro applicati a quasi 14mila metri quadrati di superficie occupati da 199 attività. I 120 ristoranti, pizzerie e pub pagheranno una tassa di 14,81 euro a metro quadro su circa 17mila metri quadri di superficie complessiva. Tariffe decisamente più basse per le attività artigianali. Si va dai 4,24 euro di un’autofficina ai 3,36 a metro quadrato di falegnamerie o fabbri. Ammonta invece a 10,16 euro la Tari applicata agli uffici pubblici che a Caltanissetta sono 113 e occupano una superficie di 89mila 286 metri quadri.

 

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