Rifiuti. La Ingala non ci sta. Servizio non è solo Caltambiente. "Comune paghi 1 milione al mese"

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Ingala ElisaLa soluzione alla crisi che attanaglia il settore dei rifiuti può essere facilmente risolta con un milione di euro al mese versate dal Comune. Sarebbero bastati a pagare con regolarità il servizio, oltre a garantire un ripianamento della situazione debitoria della società. Si allontana il rischio di chiusura della discarica di Lentini, grave all’invio da parte di nove sindaci delle delibere di giunta con impegno delle somme, tranne per Caltanissetta che ha preferito dialogare direttamente con la proprietà dell’impianto.

Così il liquidatore, in risposta al comunicato stampa diffuso dalla segreteria del sindaco Campisi, ci tiene a puntualizzare: “il costo del servizio è di un milione di euro al mese solamente per Caltanissetta; sarebbe bastato che il sindaco avesse provveduto a pagare un milione di euro al mese, per risolvere tutti i problemi.

Questo in  considerazione delle scarse, anzi inesistenti entrate dell’Ato Ambiente per il 2013, a fronte di quelle residue del 2012 che sono congelate in banca per oltre un milione di euro, e pignorate.

Elisa Ingala, lo scorso 10 aprile, dinanzi al Prefetto e ai sindaci presenti, aveva ben spiegato la situazione finanziaria della società, allertandoli sulla temuta chiusura della discarica “Sicula Trasporti”. Quasi tutti i comuni oggi, hanno trasmesso all’Ato le delibere di giunta richieste e subito rigirate alla proprietà.

In Prefettura fu sottolineato che la gestione del servizio non comprende solo Caltambiente, ma ci sono le spese generali, quelle per discarica, per il personale Ato che è la macchina amministrativa e, poi ci sono i costi per la differenziata e persino per la raccolta e smaltimento del percolato delle discariche, peraltro chiuse.

Tutti questi costi, non possono essere cancellati, nè tanto meno dimenticati. Il sindaco ha versato le somme necessarie per pagare i netturbini, preoccupandosi di pagare Caltambiente e tralasciando di sostenere le altre spese obbligatorie, anzi essenziali e indispensabili a copertura della gestione del servizio.

Il liquidatore si è sforzata, in questi anni, di collaborare con il sindaco di Caltanissetta e con tutte le altre municipalità per tentare di evitare l’emergenza rifiuti e di gestire nel migliore dei modi il servizio di igiene urbana “ma miracoli non è possibile farne, senza risorse  – dice la Ingala – e soprattutto senza i proventi derivanti dalla riscossione dei ruoli”.

La decisione nazionale ha, infine, inferto il colpo di grazia, incidendo notevolmente sulle disponibilità finanziarie, già precarie e destinate a copertura  del costo del servizio.  L’incasso della Tares, prima è stato fissato per luglio e solo adesso a maggio.  Per questa tassa, molti sindaci ancora non hanno deciso come gestirla, complicando la trasmissione dei ruoli che spetterebbe  all’Ato Ambiente; mentre gli incassi ai comuni.

Ci sono poi i 25 milioni di euro di debiti ereditati dalla precedente gestione che producono decreti ingiuntivi a valanga.

In risposta alla provocazione lanciata dai netturbini di Caltambiente, con la diffusione di una nota contro il sindaco e contro il liquidatore, Elisa Ingala sottolinea: “non percepisco l’indennità da settembre dello scorso anno, non c’erano soldi e ho preferito destinare il mio stipendio ad altre urgenze, mentre i dipendenti dell’Ato Ambiente, da due mesi, non sono pagati, pur continuando a prestare servizio, senza interruzione alcuna”.

Fonte: Ufficio Stampa Ato Ambiente CL1

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