Rifiuti, ecco il nuovo piano. Nove “eco piazze”, due o tre centri di raccolta e cassonetti intelligenti

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Presentato dal sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, il nuovo piano rifiuti per la città di Caltanissetta, il piano d’intervento Aro.

“Senza il coinvolgimento dei cittadini nessun piano potrà realizzarsi”, ha esordito il sindaco affiancato dall’ingegnere Graziano Scontrino, che ha sciorinato una serie di slides per rendere più fruibile il piano, e al dirigente dell’ufficio tecnico Armando Amico.

“Come amministrazione abbiamo recepito molte istanze delle opposizioni. Soprattutto collegandoci alla delibera di iniziativa popolare”, ha detto Ruvolo.

Ecco l’intervista al sindaco

“Il piano – spiega il sindaco Ruvolo – riguarda il cambio di visione rispetto ai rifiuti, fino ad oggi spazzatura da portar ein discarica con costi insostenibili, allontanandoci dalla cultura del riuso.

Il Piano parte dal presupposto che dobbiamo potenziare la differenziata, consentendo al cittadino di ridurre la tariffa in funzione alla riduzione del conferimento in discarica e perchè gli enti preposti al recupero pagano i materiali conferiti”.

“E’ interessante che stanno nascendo iniziative locali, imprenditoria giovanile, dentro la filiera del recupero, per il materiale elettronico, il vetro la carta, che diventano opportunità di lavoro.

Discorso a parte per l’organico, i rifiuti di cucina, che ad oggi non hanno una gestione perchè mancano i centri di compostaggio e manca la filiera del prodotto. Stiamo lavorando con gli altri comuni per un impianto di compostaggio o di bio gas che produce energia e calore.

In tutto questo stiamo avviando un procedimento che consentirà di avere le compostiere domestiche che possono essere utilizzate nelle piccole aree verdi, in villini e giardini, consentendo a chi fa questa scelta l’abbattimento del 30% della TARI. Facendo il compostaggio sul posto.

E’ un cambio di mentalità che ci avvicina alle altre esperienze europee”, afferma il sindaco Giovanni Ruvolo a Radio CL1.

Sindaco, lei fu tra i principali promotori della delibera di iniziativa popolare con tremila firme. Perchè non l’avete portata in consiglio?

“Quella delibera fu richiesta al consiglio precedente che non la prese in considerazione. Adesso è programma elettorale, impegno che abbiamo trasferito in questa progettualità, che abbiamo condiviso con tutte le forze in consiglio comunale, sia di maggioranza che di minoranza ed è rappresentata in questo piano”.

Sindaco Ruvolo, lei ha definito gli obiettivi. Quali sono gli strumenti?

“Gli strumenti sono la tracciabilità del rifiuto. Per ogni utente, utilizzando sistemi elettronici di riconoscimento, sarà possibile calcolare la quantità di rifiuto differenziato. Utilizzando il porta a porta in una fascia del centro storico esteso, e la raccolta in nove isole ecologiche per tutta la città e tre impianti Ccr, centri di raccolta più grossi”.

“L’utente avrà diverse opzioni di consegna della differenziata. L’amministrazione saprà per ogni cittadino la differenziata prodotta e la tariffa sarà pagata in proporzione alla quantità di differenziata”.

Sindaco Ruvolo, si prevede una spesa di qualche milione di euro per i cassonetti intelligenti, mentre i sindacati lanciano l’allarme per i posti di lavoro. Non le sembra che le due cose stridano? E poi chi non ha un mezzo di locomozione come raggiungerà l’isola ecologica?

“Il piano ha previsto l’impiego di tutto il personale in servizio e non c’è un rischio posti di lavoro. Il porta a porta non si può estendere a tutta la città quindi le isole ecologiche comunque assorbono un territorio limitato di tremila persone ognuna, sono abbastanza vicine. Chi non ha i mezzi sarà penalizzato, ma in città stanno nascendo proposte imprenditoriali per servire questi deficit in una logica di filiera”.

“Mentre i cassonetti intelligenti sono limitati, perchè serviranno a raccogliere la frazione umida, che dovrà essere tolta ogni giorno, vicino le abitazioni e la frazione indifferenziata. Il numero sarà limitato e serve solo queste due frazioni”.

Dunque la conferenza stampa

“La delibera di iniziativa popolare era rivolta al precedente consiglio comunale. Poi è diventata programma elettorale e oggi viene trasferita in questo piano”, ha detto Ruvolo ad una platea variegata. C’erano i rappresentanti dell’ Eco Baratto, di Uno ad Uno differenziata, numerosi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, rappresentanti del Partito Democratico e dei Comitati di quartiere.

“Ogni cittadino avrà una scheda con cui si tracceranno i rifiuti e si potrà quantificare la frazione differenziata e quella indifferenziata.

È un sistema di raccolta organizzato con il porta a porta in una prima fase che riguarderà il centro storico e poi via Kennedy e Santa Barbara per il 30 % della popolazione . Si passerà dal 6% al 65% di differenziata. Al primo anno verificheremo gli obiettivi e capiremo se estendere il porta a porta o le alternative come il centro comunale di raccolta a Santa Barbara”, ha spiegato Ruvolo.

“Ci sarà una tariffazione mirata a far pagare in base alla differenziata. Lasciamo il cittadino libero di scegliere e pagherà di più se non farà la differenziata”.

“Una parte del Piano, 400 mila euro, sarà destinata per l’informazione e la formazione del cittadino. I cittadini saranno affiancati dall’amministrazione e dalle forze sociali inserite nel piano. Il sistema di raccolta prevede il porta a porta, un centro di raccolta in contrada Cammarella e uno in via Salvo d’Acquisto e infine a Santa Barbara, ma quest’ultimo rimane sub judice”.

“Nascono le eco piazze con operatori sul posto che per nove ore al giorno aiuteranno gli utenti.

Sara promosso il compostaggio”.

“Oggi esistono installazioni innovative che ci consentono di raccogliere l’umido e il bio gas ma dobbiamo pressare affinché la regione consenta di essere come le altre città europee.

Sara incentivata la premialità per prevenire la produzione dei rifiuti.

Se da una parte dobbiamo intervenire a valle, dall’altra dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti e promuovere il riuso.

La città è pronta

Obiettivo è il 40 % di differenziata il primo anno. Il cassonetto intelligente sarà di prossimità ma in misura limitata. Il piano riduce il costo del 20%, nel primo anno si attesta sui 12 milioni per arrivare a 10 milioni e 800 nel secondo anno”.

 

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