Rifiuti, Cgil e Uil: "Cda e revisori ma niente lavoratori". E in 13 hanno perso il lavoro

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“Continua la triste vicenda degli operatori a tempo determinato presso l’ATO Ambiente CL 1 già licenziati a fine dicembre 2015, contrariamente a quanto affermato dal sindaco Ruvolo che più volte ha, insieme ad altra sigla sindacale, rassicurato che non ci sarebbero stati licenziamenti, anzi che l’organico era ben dimensionato e che sarebbe stato possibile addirittura un aumento dei posti di lavoro”. Lo affermano in una nota Cgil e Uil, rispettivamente con i sindacalisti Michele Ferro e Andrea Morreale.
“A nulla – dicono – sono serviti gli inviti fatti da diversi anni dalla CGIL e dalla UIL per la redazione di una pianta organica generale; a nulla sono valsi i tavoli di concertazione aziendale condotti anche in presenza dell’Ufficio del Lavoro, nel corso dei quali i sindacati hanno chiesto alla direzione aziendale di procedere all’assunzione dei lavoratori sopra citati in qualità di stagionali (considerato che siamo in pieno periodo di scerbamento e diserbo); a nulla è servita la formale richiesta fatta dai due sindacalisti circa la possibilità di far valere le previsioni di cui alla L. 148/2011 che consente di innalzare i limiti fissati, per le assunzioni a termine, dalla L. 78/2014; infatti, l’ATO Ambiente CL1 si è chiusa a riccio impedendo, di fatto, che ben tredici lavoratori continuino la loro attività per conto della Società che, venendosi a trovare con un numero parecchio ridotto di operatori, non è sicuramente nelle condizioni di garantire un servizio adeguato alla tassa che i cittadini contribuenti versano nelle casse dei loro comuni ricevendo, quindi, in cambio un servizio scadente; ci si augura che non si proceda ad affidare il servizio a ditte esterne – oltre il danno la beffa -, con un notevole aggravio di costi per l’utenza, al fine di garantire un minimo di pulizia e decoro delle vie cittadine”.
“Nel corso dell’ultimo incontro, tenutosi tra le parti alla presenza del Direttore dell’Ufficio del Lavoro, si è addivenuti alla conclusione di predisporre un interpello al Ministero del Lavoro, cosa che CGIL e UIL hanno tempestivamente redatto e inviato, si attende adesso che giunga al più presto una risposta da parte dello stesso Ministero” che, asseriscono Ferro e Morreale, possa tranquillizzare i lavoratori giungendo alla loro assunzione preso l’ATO Ambiente CL1.
“I Comuni – continuano Ferro e Morreale – fanno finta di sconoscere che questi dipendenti fanno parte di una struttura – ATO Ambiente CL 1 – che loro stessi, di fatto, continuano a mantenere in vita, rifiutandosi categoricamente di mettere mano alla costituzione vera e propria della nuova Società, favorendo il transito del personale alla SRR e creando le necessarie condizioni perché la nuova Società possa operare ponendo i cittadini da loro amministrati al riparo da eventuali disservizi che potrebbero verificarsi a causa della inadeguatezza delle scelte fino ad ora fatte dallo stesso C.d.A della SRR”.
Continuiamo a ribadire che queste OO.SS. sono sempre in attesa che il Presidente Giovanni Ruvolo concretizzi, finalmente, quanto più volte annunciato pubblicamente, e cioè il reale passaggio del personale dall’ATO Ambiente CL 1 alla nuova SRR la quale, ricordiamo, non potrà mai essere operativa senza tale adempimento voluto dalla L.R. 9/2010;
“La realtà è che si è di fronte ad una tipica riforma all’italiana (meglio: gattopardiana), infatti dopo ben nove mesi (il tempo necessario per mettere alla luce un essere umano), abbiamo un Ente – la S.R.R.- che non ha un solo dipendente, ma ha un Consiglio di Amministrazione (i sindaci dei comuni di Caltanissetta, Mussomeli e Milena) ed un Collegio Sindacale composto da tre professionisti, ma per quanto riguarda l’efficienza dei servizi nulla sembra essere cambiato”.
Per quanto sopra detto CGIL e UIL hanno fissato per il 9 febbaio p.v. un incontro nella sede di via D’acquisto, invitando il Presidente del C.d.A. Ruvolo, il liquidatore Ingala e il Commissario Vella, nella speranza che non ci siano “precedenti improrogabili impegni istituzionali”, perché si possano finalmente affrontare gli atavici problemi del sistema rifiuti nisseno tra i quali:

  • passaggio del personale dell’ATO Ambiente CL 1 alla SRR;
  • possibilità di cambiare la sede della Società, realizzando enormi economie per i comuni soci;
  • ritardi nei trasferimenti da parte dei comuni e quindi impossibilità di regolarità nei pagamenti delle retribuzioni;
  • personale in ansia per via della mancata attuazione, da parte dei Sindaci, delle previsioni della L. 9/2010;
  • divisione del lavoro e spesa per i servizi.
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