Rifiuti. Arrivano gli ispettori all'Ato CL1. Ma a tremare sono i comuni

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Il Dipartimento regionale delle Acque e dei Servizi di pubblica utilità ha convocato, domani mattina, nella sede di viale Campania a Palermo, tutti i sindaci aderenti all’Ato Ambiente Cl1, i revisori dei conti delle municipalità e il liquidatore dell’Ato Ambiente Cl1, Elisa Ingala.

La finalità dell’incontro, sulla base della circolare n.2 del 10 novembre 2012, emessa dall’Assessorato regionale all’Energia, è quella di fissare le procedure di anticipazione delle risorse finanziarie finalizzate all’estinzione dei debiti della gestione integrata dei rifiuti.

A tale proposito, già lo scorso 20 novembre, nella sede dell’Ato, il liquidatore ha tenuto un primo incontro con i soci dell’Ato Ambiente Cl1. In quella sede la dott.ssa Ingala ha analizzato con i soci i punti salienti della circolare emessa dalla Regione ed ha avviato un percorso utile a definire un comportamento unitario tra le municipalità.

Arriveranno all’Ato Cl1, nei prossimi giorni, i tre ispettori, Antonio Morreale, Michelangelo Landro e Tonino Lo Brutto, nominati dal Dipartimento regionale dei Rifiuti e delle Acque su proposta del Commissario per l’Emergenza rifiuti, Ingegner Maurizio Norrito, con il compito di verificare se i comuni soci dell’Ato Cl1 hanno debiti o vantano crediti nei confronti della società d’ambito.

In assenza di bilanci approvati, dal momento che l’Ato Ambiente non ha un bilancio dal 2008, il compito di dipanare la matassa è stato affidato agli ispettori. In questi giorni Norrito ha provveduto a firmare i mandati di pagamento direttamente alla società Caltambiente. L’importo complessivo è di 130 mila euro ed è stato emesso in relazione alle fatture prodotte dall’ impresa che gestisce il servizio di igiene urbana nel capoluogo nisseno. Un intervento sostitutivo resosi necessario dopo il pignoramento dei creditori dell’Ato (la Discarica di Siculiana di Catanzaro Costruzioni) che ha bloccato le casse della società d’ambito, per un debito di 1,3 milioni di euro risalenti alla gestione Cimino.

Le somme anticipate dalla Regione, come spiegato dal presidente Rosario crocetta, saranno recuperate con minori trasferimenti ai comuni. Ecco perchè gli ispettori della Regione sono chiamati a verificare quali comuni siano in debito e quali in credito con l’Ato. Un dato che evidentemente rimane incerto, come del resto è emerso in Prefettura, al tavolo per l’emergenza rifiuti, quando era stata accantonata una possibile soluzione perchè il sindaco di Caltanissetta riteneva il proprio comune creditore e non debitore dell’Ato.

Non sono quindi stati sufficienti due anni di liquidazione per avere un quadro condiviso dei reciproci debiti e crediti tra comuni soci e Ato, anche alla luce di una non proprio grande collaborazione degli enti locali, motivo per cui i bilanci dal 2008 in poi non sono stati più approvati. Una mossa, quella di inviare gli ispettori da parte della Regione, fatta in vista del passaggio alle SRR, consorzio di comuni che a Caltanissetta avrà come presidente il sindaco Campisi, fatta anche per lasciare una traccia delle somme che il comune capoluogo, come gli altri del resto, devono dare, o ricevere, alla gestione liquidatoria. L’Ato CL1, infatti, sebbene su un binario morto e fino all’estinzione, continuerà ad esistere anche dopo la costituzione delle SRR.

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