Ricevute falsificate per non pagare le tasse. Cinquanta cacciatori indagati nel nisseno

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Falso ideologico e truffa, sono i reati per i quali la Procura di Gela, con il commissariato di Niscemi, indagano nei confronti di decine di cacciatori che avrebbero falsificato i versamenti della concessione governativa per l’attività venatoria e la polizza assicurativa. Mercoledì mattina la polizia ha fatto scattare decine di perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti indagati, a seguito di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica.
Tutto nasce dopo alcuni accertamenti condotti dagli organi inquirenti, per le ipotesi di reato di falso ideologico in atto pubblico e truffa ai danni di enti pubblici, a carico di numerosi cacciatori per aver falsificato i documenti necessari per ottenere le abilitazioni per l’esercizio della caccia (tesserino venatorio e licenza di porto di fucile), relativamente alle stagioni venatorie 2011-2012 e 2012-2013. Attraverso tale condotta fraudolenta, i soggetti hanno risparmiato le somme necessarie al pagamento degli oneri di legge, ammontanti a diverse centinaia di euro per ciascuna voce. L’indagine risulta a carico di una cinquantina di cacciatori, per i quali gli accertamenti si estendono sino al 2014.

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