Riapre al traffico corso Vittorio. Garozzo: “delibera bislacca, si apre alle auto per abbattere l’inquinamento”

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Tra pochi giorni riapre alle auto Corso Vittorio Emanuele. La ZTL è stata accolta favorevolmente da tanti commercianti e dalla stessa Confcommerico, ma ci sono altri che non ne sono affatto convinti.

In particolare i Green Block che avevano raccolto oltre mille firme per mantenere l’isola pedonale, con la sottoscrizione del sindaco Giovanni Ruvolo. Su una cosa concordano, invece, tutti. L’assenza di servizi, dalla sicurezza alla pulizia, dai parcheggi all’arredo urbano fino ad arrivare all’illuminazione.

“Chiedevamo e chiediamo che l’intervento relativo a Corso Vittorio, miri a lasciare chiuso il tratto di strada, ma non per la chiusura fine a se stessa, bensì per il rilancio che parta da un progetto serio”, spiega Ettore Garozzo, uno dei promotori della petizione. Anche per lui, come per i commercianti, non ha senso “chiudere una strada come corso Vittorio Emanuele senza un serio intervento in tema di controllo del territorio, rilancio del trasporto pubblico”. Solo che le conclusioni a cui arrivano sono diametralmente opposte.

“Il trasporto pubblico – spiega Garozzo – è completamente dimenticato nella delibera della giunta. C’è solo scritto che il mezzo pubblico transiterà nella Ztl, e ci mancherebbe, ma non si dice quale tipologia di mezzi e con quali modalità. La cosa eclatante è che la delibera (che riapre il traffico fino alle 17 dei giorni feriali) viene impostata al criterio di abbattere le emissioni inquinanti in centro. Una cosa bislacca e senza senso, poiché non si andrà in questa direzione”. In effetti nella premessa della delibera di giunta, si sottolinea che il provvedimento servirà a limitare le emissioni inquinanti.

I commercianti la pensano diversamente sulla viabilità in centro storico e sono soddisfatti.

“Ho massimo rispetto per il pensiero di chiunque. Non crediamo che il mero transito delle auto possa rappresentare un elemento di ricchezza per i negozianti. Va fatta invece una guerra santa sui servizi e la qualità del centro storico, la pulizia e l’illuminazione, insomma un progetto fatto da elementi che non vedono nessuno l’uno contro l’altro. Aspettiamo che l’amministrazione invece di limitarsi all’apertura faccia questi interventi”.

Infine la raccolta firme, la petizione dei green block firmata dal sindaco Ruvolo

“Il sindaco, e non solo il sindaco – conclude – aveva firmato. Firmare e poi fare l’opposto è un gesto che va spiegato dal sindaco stesso”.

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