Nell’intervista di questa settimana, risponde alle nostre domande la presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori, Anna Manno.

Sorto all’inizio degli anni Settanta, il Movimento Cristiano Lavoratori desidera contribuire alla diffusione di un capitalismo dal volto umano attraverso la libertà di mercato, la solidarietà e la sussidiarietà. Nell’Italia di oggi, come declinate le vostre finalità associative?

Il Movimento Cristiano Lavoratori è nato l’8 dicembre 1972 e quel giorno all’Angelus, in piazza San Pietro, fu benedetto da Paolo VI, proclamato santo lo scorso 14 ottobre. In questi anni, il Movimento è stato fermamente coerente nel suo essere realtà sociale, ecclesiale e popolare. Il nostro è stato un impegno costante per rappresentare un Paese smarrito e attraversato da disuguaglianze sociali, la cui lenta ripresa economica esclude alcune aree prive di progetti di sviluppo e di crescita. Il nostro è un movimento popolare, europeista che attraverso il Vangelo del lavoro, s’impegna per costruire spazi e percorsi di speranza in Italia e in Europa. Il nostro ruolo è quello di diventare protagonisti sempre più attivi e di assumerci con responsabilità un ruolo nel cambiamento. Le priorità di impegno per dare al Paese un nuovo futuro sono: riaffermare l’essenzialità del lavoro per la dignità dell’uomo e per lo sviluppo di tutta la comunità; far emergere le tante ricchezze ambientali, turistiche, culturali, agroalimentari, industriali e soprattutto umane del Mezzogiorno; contribuire a costruire una nuova stagione in cui si riscoprano le radici popolari, solidali e democratiche per realizzare l’Europa dei Popoli come l’avevano pensata Adenauer, Schuman, De Gasperi; i giovani che rappresentano il presente del movimento, non solo il futuro. La loro formazione è importante per far emergere le qualità nei diversi ambiti d’impegno; la famiglia sulla quale si fa tanta retorica, mentre gli interventi per la tutela e il sostegno sono assenti o marginali; La difesa dei corpi intermedi, vero anello di congiunzione nella società, capaci “di rammentare il tessuto sociale dell’Italia con pazienza e generosità”, come dice il Cardinale Bassetti.

Nella provincia di Caltanissetta, il Movimento Cristiano Lavoratori è presente da diversi anni con un’attività tesa a sviluppare una cultura sociale e del lavoro cristianamente ispirata. Potresti presentare le vostre attività più significative?

Oltre ad avere sviluppato le nostre attività e lavorato ad una presenza diffusa nel territorio, sono stati rafforzati i rapporti con le altre associazioni, con la Consulta delle Associazioni laicali, con il Forum delle Associazioni Familiari e con quello del Terzo settore. Sul tema dell’accoglienza, abbiamo realizzato il progetto “Un mare di Solidarietà”, il cui obiettivo è stato quello di migliorare la permanenza e la vita degli stranieri attraverso l’assistenza nel settore legale, formativo, sanitario, previdenziale e formativo e che ha visto impegnati due giovani volontari del Servizio Civile. Con la Diocesi, abbiamo intrapreso un cammino concreto di solidarietà per offrire sostegno agli indigenti là dove ve ne è bisogno.

Nei prossimi anni, quali caratteristiche assumerà l’impegno del Movimento Cristiano Lavoratori nel territorio nisseno?

L’impegno sarà quello di un progetto cristiano che si proietta nella quotidianità, che non ci allontana dal contribuire a costruire una società più equa e carica di valori. Non può esserci dignità se non attraverso il lavoro, così come non può esserci sviluppo se non attraverso il lavoro. Il lavoro, per noi del Movimento Cristiano Lavoratori, resta il tema centrale del nostro pensare e agire. Siamo tutti consapevoli dei numerosi ostacoli che i nostri giovani incontrano. Le impietose statistiche che riguardano l’occupazione giovanile, ci mettono di fronte alla vera posta in gioco. Occorre partire dalla solidarietà tra generazioni come ci ha ricordato Papa Francesco nella Laudato sì.

Dal peculiare osservatorio del Movimento Cristiano Lavoratori, si può notare come Caltanissetta sia una città ricca tanto di risorse positive operanti in vari settori quanto di emergenze più o meno conosciute dalla comunità. Secondo te, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

La situazione del mercato del lavoro riflette le contraddizioni della nostra epoca, l’avanzamento delle tecnologie e la rincorsa verso nuovi modelli ha comportato una riduzione di posti di lavoro. La formazione rientra tra le priorità del nostro Movimento, ci battiamo per una formazione di qualità che duri lungo tutto l’arco dell’esistenza lavorativa. In questo periodo di grande confusione vogliamo riaffermare la necessità che i cattolici riscoprano il carattere essenziale della presenza pubblica nell’esperienza di fede, ricordando le parole di San Paolo VI quando affermava che “la politica è la più alta forma di carità”.

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