Rete ospedaliera nissena. Il Nursind smorza l’ottimismo del manager Iacono

“Quando in 3 diversi ospedali su 6 scompaiono reparti come, chirurgia, medicina, ostetrica, ginecologia, pediatria, ortopedia e non si crea nessuna alternativa, dal nostro punto di vista quello è un taglio. E basta”. Così il sindacato Nursind, territoriale di Caltanissetta, commenta la relazione che il direttore generale dell’Asp, Carmelo Iacono, ha fatto davanti la conferenza dei sindaci sulla sanità della provincia di Caltanissetta. Iacono aveva puntualizzato che pur non ottenendo l’emergenza urgenza di secondo livello, l”Asp dio Caltanissetta non uscirebbe ridimensionata dallo schema di riordino ospedaliero della sanità siciliana.

“Sul futuro della sanità nissena ed in particolare modo sulla potenzialità degli ospedali di Caltanissetta e Gela avanziamo fortissimi dubbi. Vero è che questa amministrazione eredita una gestione passata non proprio entusiasmante e che sta cercando di fare il possibile per salvare il salvabile, ma parlare di ottimismo ci pare esagerato”, afferma il Nursind.

“Il Pronto Soccorso del “S.Elia” è quotidianamente sovraffollato. L’osservazione Breve Intensiva al limite del collasso con pazienti che sostano oltre il limite previsto. Questo solamente per quel che riguarda l’area di emergenza. Senza contare poi la migrazione sanitaria passiva che pesa non poco sul bilancio dell’ASP”.

Per il Nursind “il territorio è assolutamente sguarnito di una efficace ed efficiente rete di emergenza ed è totalmente impreparato poichè i medici di base, le guardie mediche, le ambulanze medicalizzate ed i P.T.E esistono da tempo, e nonostante l’attuale presenza di 5 Pronto Soccorso su 6 ospedali, a Caltanissetta oggi c’è il caos”.

“Va ricordato per onore di cronaca che attualmente da Mussomeli a Gela sono stati chiusi e mai più riaperti reparti quali la Pediatria, Malattie Infettive e che molti altri sono a serio rischio per l’imminente quiescenza dei sanitari e, non a caso, nella nuova riorganizzazione ospedaliera alcuni di essi sono stati cancellati. A Gela poi, come ospedale “maggiore” della provincia di Caltanissetta, la situazione è anche peggio”.

“Della tanto reclamizzata UTIN a Gela oggi ci sono molte attrezzature acquistate anni addietro, centinaia di migliaia di euro buttati al vento e mai utilizzate che sono il chiaro segnale di uno spreco sanitario che è la vera fonte su quale agire piuttosto che sull’offerta sanitaria”.

“Da parte nostra – conclude il Nursind – speriamo che la parte politica, i sindaci e amministrazioni comunali, le parti sociali tutti trovino il coraggio di rimettere in discussione questo progetto.

Al dott. Iacono l’invito a ripensare alla proposta da persona responsabile qual’è sempre stato e da buon padre di famiglia come si è dimostrato”

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