Rete ospedaliera. L’allarme dei sindaci del nisseno: “Azzerati interi reparti, i deputati si facciano sentire”

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La conferenza dei sindaci sui servizi sanitari della provincia di Caltanissetta lancia un allarme a seguito della proposta avanzata dal governo Regionale per la nuova rete ospedaliera. Tagli di posti letto, nessun incremento del budget dell’Asp per risolvere le carenze di organico di medici e infermieri, azzeramento totale di interi reparti che rimangono solo sulla carta. Con la classificazione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta quale DEA di secondo livello, l’ospedale nisseno, diventando un hub regionale, doveva veder nascere le unità operative attinenti l’area dell’emergenza, quali chirurgia toracica, chirurgia plastica, chirurgia maxillo-facciale e cardiochirurgia. Queste unità operative rimangono invece solo sulla carta essendo previsto il numero di zero posti letto nell’ambito di una riduzione a livello regionale delle unità operative complesse che in questo modo penalizza soltanto la provincia di Caltanissetta. Non si comprende il taglio dei posti letto che viene oggi proposto, dal momento che una riduzione era stata già fatta nel recente passato. Non va meglio nei presidi di zone disagiate con croniche carenze di personale e la mancata attivazione dei pronto soccorso autonomi, a Mussomeli con il declassamento della chirurgia ed un numero esiguo di posti letto in pediatria. Tutto questo prefigura la demolizione di un progetto che era stato costruito nel tempo, mettendo in discussione il servizio di elisoccorso e la centrale operativa 118.

Sarà subito convocata una conferenza dei sindaci in cui verranno invitati l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, il commissario dell’Asp2, Maria Grazia Furnari e la deputazione.

Chiediamo ai deputati eletti in provincia di Caltanissetta di attivarsi immediatamente a tutela del territorio. Accettare questo piano è inconcepibile, prima di tutto perché si era fatto un lavoro per un’organizzazione territoriale che fosse funzionale a contrastare la mobilità passiva, ovvero la fuga dei pazienti verso altri ambiti. Se, come sembra, anche il tetto di spesa dell’Asp2 rimarrà inalterato, significa che anche i servizi di base come pronto soccorso, anestesia, cardiologia, chirurgia, ne uscirebbero depotenziati per carenze di personale medico sanitario.

La conferenza dei sindaci non intende accettare questa impostazione che certifica la mortificazione del territorio e attiverà una serie di iniziative confidando sul fatto che i deputati regionali eletti in provincia di Caltanissetta siano in prima linea e non aspettino la sollecitazione dei sindaci per denunciare il disinteresse del governo regionale.

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