Rete oncologica, al Cefpas si studiano le strategie. Iacono (Asp2): "screening gratuiti in provincia"

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Oncologia in Sicilia, lavorare in rete. Questo il tema della giornata di incontri e seminari al Cefpas di Caltanissetta organizzata insieme all’assessorato regionale alla salute, l’istituto nazionale tumori “Pascale” di Napoli e il centro CRO di Aviano.
A presentare i lavori il direttore del Cefpas, Angelo Lomaglio, il dottor Massimiliano Berretta, oncologo di Aviano, il ricercatore Pierluigi Scalia del IRCCS di Napoli e il manager dell’Asp 2 e oncologo, Carmelo Iacono. Una giornata di studi che avvia un parternariato per la formazione di strategie condivise di diagnosi e cura ma anche e soprattutto di prevenzione in ambito oncologico. L’iniziativa prende spunto dal decreto per la rete oncologica siciliana, ReOs varato dall’assessore Lucia Borsellino. “Stili di vita e ambiente potrebbero ridurre del 30 per cento i tumori”, ha spiegato il dottor Berretta dell’istituto tumori di Aviano.
“L’oncologia non è solo il trattamento, ma riguarda tutte le fasi dalla prevenzione alla cura, diagnosi precoce e assistenza”, ha spiegato il direttore generale dell’Asp 2 di Caltanissetta Carmelo Iacono.
La regione ha prodotto un decreto che ha organizzato la reos, rete oncologica siciliana . Un dipartimento oncologico provinciale, interprovinciale o interaziendale. “Abbiamo un’area di 110 mila abitanti particolarmente a rischio e parliamo della zona di Gela – ha spiegato Iacono – adesso avremo la zona del Muos da monitorare. Sono aree su cui puntare la massima attenzione con percorsi preferenziali per una diagnosi precoce”. Tra gli interventi in campo, Iacono annuncia di aver chiesto alla regione mezzi e risorse per un laboratorio attrezzato per uno screening alla mammella esteso anche alle donne sopra i 40 anni di età e uno screening gratuito per la diagnosi precoce del tumore al polmone , cavo orale, vescica e pancreas. Ci sarà un impegno della Regione per comprare endoscopi, tac ed ecografi per una prevenzione a supporto di tali screening. Poi l’istituzione di una cartella sanitaria unica accessibile da tutti i punti di assistenza della Sicilia.
Le cure per un malato oncologico, ha spiegato Iacono, possono arrivare a 10 mila euro al mese a carico del sistema sanitario. Ma il problema delle risorse si presenta solo se non si è capaci di ottimizzare e razionalizzare. In altre parole ci sono una gamma di prestazioni in campo oncologico che riguardano il 90% delle attività che ogni Asp deve essere in grado di mettere in campo. Poi, però, vanno valutati i casi e riferirsi ad una rete a livello provinciale o interaziendale e in alcuni casi fare affidamento a istituti d’eccellenza fori regione.

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