Rete città delle “Passioni di Cristo”. Piano strategico per il riconoscimento Unesco, avviati contatti con Matera capitale della cultura

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Si è tenuta il 24 settembre a Roma presso la sede all’EUR dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia la riunione della “Rete dei sindaci e delle città delle Passioni di Cristo” con una serie di punti all’ordine del giorno discussi dai sindaci e dai rappresentanti dei 30 comuni che hanno strutturato la rete. Indetta dal sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, in qualità di rappresentante della città capofila, la riunione ha visto l’intervento e la relazione del responsabile tecnico-scientifico del progetto di riconoscimento Unesco quale patrimonio immateriale dell’umanità, Patrizia Nardi e di Flavio Sialino, presidente di Europassione per l’Italia.

Il progetto rappresenta una delle esperienze più significative di rete culturale in Italia promosso dalle città che condividono una comune tradizione del teatro della Passione e dei riti della settimana Santa. Pur nelle diversità d’espressione le trenta città hanno condiviso l’alto valore antropologico, religioso e culturale di queste manifestazioni, una risorsa italiana che si vuole rappresentare nella sua unicità nel contesto internazionale.

La Rete, su indirizzo della dottoressa Nardi, ha definito l’obiettivo di realizzare un piano strategico condiviso a base istituzionale che sostenga la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione di questo importante elemento del patrimonio culturale immateriale italiano e accompagni il percorso finalizzato alla presentazione di una candidatura UNESCO dello stesso.

Contemporaneamente si è avviata un’interlocuzione con la città di Matera che nel 2019 sarà Capitale Europea della Cultura, al fine di poter ospitare nel programma degli eventi uno spazio dedicato alle iniziative della Rete delle città che promuovono il teatro della Passione .

“I sindaci – afferma il primo cittadino di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo – hanno raccolto un’azione che nasce dal basso; dalle confraternite alle associazioni che con spirito volontaristico da secoli portano avanti le tradizioni. D’altro canto si è registrato il protagonismo della componente sociale che insieme ai Comuni struttura una Rete che non è solo istituzionale ma anche comunitaria. Sono coinvolti direttamente gli attori che lavorano per perpetuare queste tradizioni e trasmetterle alle nuove generazioni in modo da renderle protagoniste nel futuro”. Uno spazio importante è stato dedicato anche al perfezionamento del processo di catalogazione, tuttora in corso. “Un altro importante tassello si aggiunge a questo percorso virtuoso e consapevolmente partecipato da comunità e istituzioni – afferma il responsabile scientifico, Patrizia Nardi -. Voglio ringraziare tutti i sindaci che hanno aderito al progetto condividendo una strategia comune finalizzata ad importanti azioni di salvaguardia, che verranno sviluppate già dai prossimi mesi in piena coerenza con le linee guida del Piano di salvaguardia condiviso, che le comunità delle Passioni avevano sottoscritto già dal febbraio 2013. Importante il lavoro che si sta facendo per un inventario partecipato, coordinato da Luisa Vietri. Ci possiamo ritenere soddisfatti”.

I lavori si sono svolti nella sede dell’Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia di Roma che fa capo al Mibac, istituto diretto dal dottor Leandro Ventura che ha ribadito il sostegno alle azioni di salvaguardia individuate, istituto deputato alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano che segue molto da vicino i lavori della rete, insieme all’esperto internazionale di candidature UNESCO prof. Francisco Javier Lopez Morales, Direttore del Patrimonio Mondiale dell’INHA per gli Stati Federali del Messico.

 

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