Responsabilità civile magistrati. Per Lari questa legge "intimidirà i giudici"

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La legge sulla responsabilità civile dei magistrati, approvata ieri sera dalla Camera, “finirà per intimidire i giudici”. Lo ha detto all’Adnkronos il Procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari, commentando la norma che ha scatenato polemiche anche nell’Anm.
“Questa legge è una vittoria di Pirro, se proprio vogliamo essere chiari – dice Lari – Perché in un paese che ha una crisi di legalità senza precedenti nella nostra storia, come ha detto ieri lo stesso Capo dello Stato, Segio Mattarella, noi intimidiamo i giudici con una riforma di questi tipo? Ben sapendo in che condizioni lavorano i giudici, cioè senza assistenza. Siamo una magistratura tra le più laboriose d’Europa e dobbiamo già lavorare in condizioni difficilissime e oggi ci ritroviamo con un sistema di responsabilità civile che creerà un metus sull’attività”.
Lari aggiunge poi: “Noi rischiamo di raddoppiare il numero dei processi civili e penali in Italia, ma soprattutto è una norma che intimidisce il giudice. Peraltro, sono stati introdotti parametri di risarcibilità dell’errore giudiziario completamente diversi da quello dei normali pubblici impiegati, che sono un quinto dello stipendio. Si comprenda bene lo stato d’animo di un magistrato che deve sequestrare patrimoni che possono sfiorare i milioni di euro. Con quale animo un giudice affronta una misura di prevenzione sapendo di rischiare, assumendo decisioni di questo tipo?”.
Anche secondo Lari, come dice il componente del Csm Piergiorgio Morosini, questa norma “mina la serenità dei giudici. Nessun giudice può essere sereno che gli possa essere contestata una causa per travisamento del fatto e della prova. Capisco se c’è il dolo ma il travisamento è un parametro pericolosissimo”.
“Sappiamo tutti che il mestiere del giudice è quello di dare torto a una parte e ragione a un’altra parte, questo avviene sia nel processo civile che penale. Quindi, ci sarà sempre qualcuno scontento che troverà il modo di attaccare il giudice con una richiesta risarcitoria strumentale, anche solo allo scopo di liberarsi di un giudice scomodo. E questa possibilità è favorita dalla circostanza che è stata introdotta dalla legge, che tra le motivazioni indica il travisamento del fatto e della prova. L’introduzione di questo concetto determina il riferimento a parametri di valutazione generici con il rischio di una sorta di infinito processo sul processo. Quindi si avvierà un processo per stabilire se il processo oggetto del contendere sia stato viziato dal travisamento del fatto e della prova”.

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