Reparto covid al terzo piano del S.Elia, tutti i dubbi del Partito Democratico: “Potenziale diffusione del virus in altri reparti”

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Le valutazioni statistico-matematico sulla curva di contagi nella nostra provincia e soprattutto della città di Caltanissetta ci fanno sperare in una risoluzione a medio-lungo termine buona. Ciò detto non possiamo ad oggi non valutare i decessi avvenuti nelle ultime settimane al Sant’Elia come una triste realtà.

Inizia così una nota stampa del circolo Faletra del Pd che riportiamo integralmente sotto. 

Non siamo certamente coloro i quali si distinguono per dichiarazioni allarmistiche ma sempre più elementi, allarmanti, ci inducono a interrogarci su alcune decisioni che sembra siano state prese dalla direzione sanitaria dell’ospedale Sant’Elia.

Ci riferiamo in particolare alla decisione di sgombero del terzo piano dell’edificio principale per destinarla interamente ad area Covid.

Parrebbe già deciso anche lo sgombero di altri piani (forse un altro) sempre dell’edificio principale da destinare allo stesso scopo.

Tutto questo sembra sia avvenuto senza il coinvolgimento di tutti i primari o facenti funzione in carica dei vari reparti e senza il coinvolgimento delle sigle sindacali.

Ci chiediamo se questa scelta, qualora venisse operata, sia davvero opportuna poiché significherebbe una potenziale diffusione del virus ad altri reparti attraverso il personale infermieristico oltre a quello addetto alle pulizie che com’è noto presta la sua opera in tutti i reparti.

I casi confermati di COVID-19 devono essere ospedalizzati, ove possibile in stanze d’isolamento singole con pressione negativa, con bagno dedicato e, possibilmente, anticamera. Qualora ciò non sia possibile, il caso confermato deve comunque essere ospedalizzato in una stanza singola con bagno dedicato e trasferito appena possibile in una struttura con idonei livelli di sicurezza. Stante queste oggettive indicazioni metodologiche ci sfugge la ratio di questa operatività.

Se, come è verosimile, è necessario l’ampliamento dei posti letto in terapia intensiva non capiamo perché mai ciò non si esegua nella palazzina B per le malattie infettive. Se lo spazio non lo permettesse si potrebbe valutare il plesso di San Cataldo (oltre 100 posti letto) che in pochissimo tempo si potrebbe adeguare nel caso in cui l’ostacolo sia l’impianto di erogazione dell’ossigeno. Altrove, per esempio, in Campania hanno realizzato strutture esterne agli Ospedali nel giro di una settimana, figurarsi adeguare una rete di ossigenoterapia!

Ci chiediamo se siano stati effettuati i corsi di formazione per operatori sanitari che ha attivato l’Istituto superiore di sanità. Due corsi di formazione a distanza dedicati alla prevenzione e controllo delle infezioni nel contesto dell’emergenza COVID-19, che forniscono strumenti utili per affrontare l’emergenza sanitaria dovuta al nuovo coronavirus SARS CoV-2, per limitarne la trasmissione.

Chiediamo, dunque, al Sindaco di Caltanissetta di vigilare e vagliare altre ipotesi rispetto a quella paventata.

Il coordinamento del Circolo Guido Faletra

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