Regolamento sulla partecipazione, l’opposizione: “Illegittimo che le consulte vogliano sostituirsi al consiglio comunale”

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E’ ancora bufera sul regolamento sulla partecipazione bocciato in consiglio comunale dai consiglieri di opposizione. Questi ultimi hanno risposto alle accuse mosse dalle consulte che hanno affermato di non potere lavorare proprio per colpa di chi osteggia sempre e comunque l’operato del sindaco Giovanni Ruvolo. Di seguito una nota stampa a firma di 15 consiglieri comunali.

Eravamo tentati di non rispondere agli attacchi provenienti da alcuni rappresentanti delle Consulte, ma ci rendiamo conto che ciò non è più possibile dopo il tentativo violento e potenzialmente destabilizzante sul piano del corretto equilibrio degli organi amministrativi del Comune, perpetrato da alcuni esponenti e rappresentanti delle Consulte che, neanche troppo velatamente, ancora una volta dimostra una attività a difesa del Sindaco scaricando ogni responsabilità alla mancata partecipazione democratica delle consulte alla attività amministrativa e, quindi, al Consiglio Comunale che non ha approvato il famoso “regolamento sulla partecipazione”.

Che confusione: il Consiglio Comunale, di maggioranza e minoranza, è bloccato da 10 mesi perché la Giunta non ha inviato alcun atto deliberativo, (se non esclusivamente delibere di approvazione di debiti fuori bilancio), e le Consulte (in realtà, e per fortuna, non tutte) si indignano per la mancata approvazione del regolamento sulla partecipazione, come se ciò dovesse cambiare le sorti della nostra Città.

Ma perché tutti questi illustri rappresentanti delle Consulte non si rivolgono al loro solidale Sindaco? Chi ha mai impedito alle Consulte ed al Sindaco di confrontarsi al di là di ogni regolamento? Cosa resta della proliferazione di esperimenti di democrazia partecipativa più volte avviati dal Sindaco e dalla Giunta ma mai degni di essere classificati come tali?

Invece di gridare allo scandalo richiamando slogan elettorali utilizzati quale strumento populistico finalizzato a vincere le elezioni e camuffare la propria incompetenza ed inesperienza amministrativa, (non a caso questa effervescenza partecipativa, questa apertura spasmodica alla società civile, avviene proprio in una fase storica in cui le istituzioni locali hanno raggiunto il grado più basso di legittimità democratica), non sarebbe forse il caso di iniziare ad interrogarsi sulla necessità di riportare un po’ di deliberazione dentro le assemblee rappresentative, come d’altronde previsto tutt’ora dalla nostra Costituzione?

Le Consulte dovrebbero intervenire formalmente con una partecipazione attiva nelle decisioni amministrative? Più che in ovvia violazione di legge, ci limitiamo a definire tale pretesa da “trattamento sanitario obbligatorio”. E’ impensabile ritenere di poter sostituire la legittima autorità del Consiglio Comunale con la “illegale” presenza delle varie consulte che non sono e non possono essere rappresentazioni della volontà popolare già espressa, per legge, con la elezione dei consiglieri e del Sindaco.

La nostra impressione è che non ci troviamo difronte al tentativo di istituzionalizzare una sana forma di democrazia partecipata, ma piuttosto di fronte ad un insieme eterogeneo, contraddittorio ed informe di aspirazioni, delusioni personali, linee di tendenza ed orientamenti politici esasperati, e quindi tutt’altro che democratici, di chi (e fortunatamente sono pochi) ha il sol fine di tentare di “surrogarsi” agli Organi del Comune liberamente e democraticamente eletti, tentando di entrare dalla finestra vista la loro incapacità ad entrare dal portone.

La partecipazione democratica è cosa seria e di certo non può e non deve essere oggetto di strumentalizzazioni populistiche di alcun tipo.

Intendiamoci, il valore consultivo delle procedure di democrazia partecipativa è innegabile, ma il paradosso dei vari tentativi di democrazia partecipativa portati avanti dal Sindaco e dalla Giunta è proprio che ad essere coinvolte ed a partecipare, di fatto, sono state molte meno persone di quanto non faccia la tanto vituperata democrazia rappresentativa, (basti pensare che i partecipanti alle assemblee indette dal Sindaco e dalle Consulte non hanno mai superato lo 0,1 % della popolazione nissena)…

Quante persone hanno partecipato al bilancio partecipativo solennemente annunciato dal Sindaco e dalla Giunta? La risposta è a dir poco imbarazzante: Poco più di 70, tra rappresentanti ed addetti ai lavori… E sarebbe questa la partecipazione democratica e rappresentativa tanto acclamata dal nostro Sindaco per dare finalmente voce alla Città ed ai suoi bisogni? Ce n’è abbastanza per accorgersi che sotto l’ampio ombrello della democrazia partecipativa trova posto oggi solo un enorme e solenne fallimento.

Ma quello che ci ha colpito di più è il violento intervento di una rappresentante delle Consulte che, tramandataci dai nostri genitori e dai nostri nonni, e pur essendo sempre stata rappresentata come una vera combattente dei diritti civili, oggi, con questo suo scomposto intervento, offensivo e denigratorio, nei confronti dei membri di un organismo amministrativo (è reato?), si presenta alla Città come una “rosa” sbiadita capace solo di esternare “considerazioni suggestive” con l’intento di sminuire una posizione politica diversa dal suo modo di pensare ed attentare, in modo azzardato, alle libertà costituzionali di chi ha avuto il mandato di esprimere parere. 

E’ difficile amministrare con democrazia quando devi confrontarti con persone prevenute, occultamente colluse con un Sindaco che ha fallito la sua missione, e dotate di un gran senso di irresponsabilità amministrativa che altro non è che la assoluta negazione della “democrazia partecipata”.

I Consiglieri Comunali in ordine alfabetico

Adornetto Calogero

Aiello Oscar

Bruzzaniti Gianluca

Daniele Rita

Delpopolo Guido

Dorato Walter

Failla Angelo

Favata Antonio

Licata Salvatore

Maira Alessandro

Mannella Oriana

Petrantoni Salvatore

Ricotta Adriana

Rizza Riccardo

Talluto Linda

 

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