Regionali. Pagano (Pdl) per candidatura Lagalla. "Candidatura lungimirante, intercetterà voti sinistra non faziosa"

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Alessandro PaganoA far da spettatore, magari mentre il suo partito rischia di non trovare un candidato forte con le carte in regola per competere alla pari con gli altri e soprattutto con la macchina da voti che sta costruendo Rosario Crocetta, proprio non ci sta. Ecco che Alessandro Pagano, deputato nisseno del Pdl esce dal silenzio delle ultime settimane in tema di candidature (si erano registrate le prese di posizione di Leonitni con il Pid di Rudi Maira, di Cascio ed altri ma non la sua) e sostiene apertamente il progetto di candidatura per l’attuale rettore dell’Università di Palermo, Roberto LAgalla, nonchè suo successore alla guida dell’assessorato regionale alla Sanità. Fino ad oggi il silenzio per lasciare il campo libero al segretario nazionale del PDL, Angelino Alfano, che tenta di navigare in acque agitate in campo nazionale e regionale. La proposta di Lagalla alla Regione è l’ultima ratio dei fedelissimi di Alfano che non intendono però consegnare il partito a Gianfranco Miccichè per diversi motivi. Innanzitutto perchè Miccichè è fuori dal PDL e guida un altro partito, il movimento arancione Grande Sud. In secondo luogo perchè la candidatura dell’ex pupillo di Marcello Dell’Utri è un incognita sia in termini di affezione da parte degli elettori di centrodestra ma soprattutto, almeno in prima battuta, per le possibili alleanze. Con Miccichè, infatti, fuori il Pid di Romano e Maira, una parte del PDL e il Nuovo Polo che a dispetto delle apparenze (il dialogo a distanza tra Lombardo e Miccichè), troverebbe più conveniente tra l’ex sottosegretario di Berlusconi e l’ex sindaco di Gela, probabilmente Crocetta e infine allontanerebbe definitivamente Nello Musumeci.

Ma Pagano non intende tradire neanche Miccichè, anzi lavora per unire e quindi “quella del rettore è una candidatura lungimirante, che riuscirà ad intercettare il voto di tanti elettori di centrosinistra non faziosi e delusi dalla condotta del loro schieramento». Ma Lagalla è pronto ad accettare solo in caso di ampia convergenza sul progetto politico. Motivo per cui il coordinatore regionale Giuseppe Castiglione in questi giorni proverà a ricucire i rapporti con Cascio e Innocenzo Leontini, sostenuto dal Pid, allargando la coalizione e sperando in una possibile convergenza dell’ultima ora con Miccichè. E’ questo lo scenario a cui lavora il deputato nisseno del Pdl Alessandro Pagano che rivela: «Dopo la gestione sconsiderata di Lombardo, la svolta che la Sicilia attende potrà più facilmente essere compiuta con l’ausilio di importanti e autorevoli esponenti come Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci».

Insomma il Pdl è alla ricerca del suo “special one” che riesca quantomeno a far sognare i “tituli”, ma per farlo i politici di maggiore esperienza sanno di dover mettere da parte vecchie ruggini e soprattutto divisioni, se vorranno coinvolgere le tante anime oggi divise che potrebbero comporre il centrodestra che esce disintegrato dall’era Lombardo-Berlusconi.

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