Redentore. Stop al Protocollo. Il Comune: "noi non informati, qui per discutere non per firmare". Campione: "problema politico"

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Campione_La_Placa_GiarratanoGiovedì mattina la firma del protocollo d’intesa per la salvaguardia del santuario del Redentore, anzi no, forse. E’ questo il risultato di una animata riunione che si è tenuta presso la diocesi di Caltanissetta e che doveva suggellare, con una firma dei vari attori istituzionali e sociali, il protocollo d’intesa in 9 punti che prevedeva impegni diversi per comune, provincia, soprintendenza, diocesi e comitati di quartiere. Quando tutto sembrava pronto per la firma, il comune di Caltanissetta, rappresentato dall’assessore ai lavori pubblici, Carlo Giarratano, ha chiesto l’uscita dalla sala dei giornalisti per una riunione a porte chiuse. Grande sorpresa tra i presenti, soprattutto nella stampa, invitata per assistere alla firma di un protocollo, che si è trovata davanti una diatriba tra il rappresentante dei comitati di quartiere, Carlo Campione e l’assessore Giarratano.

RedentoreIl comune, infatti, non era presente all’ultima riunione, prima che venisse stipulato il protocollo d’intesa per il redentore. Ne seguì una e-mail inviata da campione a tutti i soggetti istituzionali coinvolti, con la bozza del protocollo d’intesa in 9 articoli contenente gli impegni che si assume ciascuno. Nella mai, pare che fosse specificato di rispondere con eventuali richieste di modifica e l’assenza di risposta dal comune era stata considerata una sorta di silenzio assenso. Una interpretazione che ha scatenato la contrarietà dell’assessore Giarratano il quale ha chiesto spiegazioni a Campione e agli altri convenuti, affermando che questioni del genere, che comportano impegni per il comune non possono essere discusse via mail. Immediata la replica di Campione: “se ci sono problemi di carattere politico è bene dirlo”. Non problemi politici, ha detto quindi l’assessore ai lavori pubblici del comune, ma “siamo qui per discutere non per firmare”.

Redentore nel degradoEcco infine cosa prevedeva il protocollo d’intesa tra Diocesi, Comune e Provincia di Caltanissetta, Soprintendenza ai beni culturali e Comitati di quartiere, finalizzato al recupero del monumento del Redentore e al ripristino della piena fruibilità dell’area circostante, garantendo nel futuro la realizzazione di una struttura di ospitalità per i turisti e soprattutto la manutenzione e la vigilanza contro i vandalismi. La Diocesi, come stabilito dall’allora Pretore civile, il giudice Antonino Porracciolo, è proprietaria del Monumento del Redentore e dell’appezzamento limitrofo, che sono entrambi assoggettati ad uso civico in favore della cittadinanza. Tutte le parti si impegnano a realizzare attività utili al recupero e alla valorizzazione del Monte san Giuliano, per inserirlo nel circuito religioso, artistico e turistico siciliano e a costituire un “tavolo tecnico” per un Progetto di recupero e valorizzazione. A firmare il protocollo sono chiamati il vicario Giuseppe La Placa, il sovrintendente Antonio Mameli, l’assessore comunale Carlo Giarratano, il commissario della provincia, Damiano Li Vecchi ed i rappresentanti dei comitati di quartiere. Se eventualmente il comune non intendesse firmare , riservandosi magari di farlo in seguito, il protocollo verrà comunque siglato dagli altri soggetti.

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