Redentore, comitati di quartiere abbandonano il tavolo della Diocesi. "non ha affrontato le semplici soluzioni proposte"

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Il coordinamento dei comitati di quartiere di Caltanissetta abbandona il tavolo tecnico per la riqualificazione del Redentore e lo fa con una lettera inviata all’architetto Di Vita, coordinatore del tavolo, nonché tecnico della Diocesi nissena. A provocare l’uscita dei comitati di quartiere dal “Tavolo”, la mancata programmazione di alcuni punti ritenuti fondamentali per il mantenimento del decoro e la fruibilità del Redentore, tramite azioni considerate anche a basso costo. Il tavolo, pur non essendo menzionata nella nota, è stato costituito presso la Diocesi nissena proprietaria dell’area del Santuario.
Preparazione Infiorata 2014“I Comitati di quartiere, che da 3 anni a questa parte si spendono in maniera del tutto gratuita per la riqualificazione del Santuario del Redentore di Monte San Giuliano, hanno sempre agito nel rispetto delle tradizioni cittadine, proponendo e facendosi carico di soluzioni fattibili e raggiungibili senza sforzi eccessivi”, si legge nella lettera.
“Visto il successo ottenuto, gli stessi Comitati di quartiere sono stati invitati a partecipare al tavolo tecnico per la riqualificazione del sito partecipando ormai da tempo ai lavori dello stesso e proponendo diverse soluzioni in maniera propositiva. Tuttavia nel corso dei lavori non abbiamo condiviso la linea progettuale e le scelte che il tavolo tecnico ha deciso di non affrontare, tra cui:
Programmazione periodica di scerbatura e bonifica dell’area;Infiorata 2013
Rimozione del traliccio posto alle spalle del bastione, prima della realizzazione della Via Crucis;
Assenza di servizi igienici e carenza nella gestione dell’area e del parcheggio antistante;
Mancanza di controllo e video-sorveglianza attiva dell’intera area oltre che del basamento della statua del Cristo Redentore.
“Abbiamo sempre ritenuto che per la buona riuscita del percorso di riqualificazione, iniziato tre anni fa proprio Redentore prima e dopo la pulizia del 2013dai Comitati di quartiere e da tanti cittadini volenterosi, siano indispensabili le proposte sopra elencate che avevano, ed hanno ancora, l’unico scopo di salvaguardare la religiosità e la naturale bellezza del luogo, oltre che l’incolumità fisica di chi si reca al Santuario”.
Tra i punti non affrontati, dunque, vi sono le telecamere di videosoveglianza. Seppur installate non sono servite a evitare ed a scoprire gli autori di nuovi atti vandalici.
“Considerato infine che negli anni passati diversi lavori sono stati effettuati dai componenti dei Comitati di quartiere con grandi sacrifici, e verificato nel tempo che ad oggi non esiste alcuna programmazione in merito ai pochi e semplici punti sopra elencati, i Comitati di quartiere comunicano, con immenso rammarico, che non intendono più partecipare ai lavori del suddetto tavolo tecnico”.
“Una vera riqualificazione deve passare innanzitutto dai fatti compiuti che, a nostro modesto modo di vedere, ad oggi scarseggiano” concludono Carmelo Bosco, Fabio Mocciaro, Vittorio Gallo per il Coordinamento dei Comitati di quartiere.

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