Reddito minimo, ticket e gratuito patrocinio, la Finanza sanziona 17 soggetti. Al Comune “danno” da 45 mila euro

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Si dichiaravano in condizioni disagiate per ottenere benefici dallo Stato e dal Comune di Caltanissetta, come il mantenimento nel bacino del reddito minimo d’inserimento ex RMI, oppure il gratuito patrocinio o l’accesso gratuito a prestazioni sanitarie, pur non avendone i requisiti.

La Compagnia della Guardia di Finanza di Caltanissetta, ha sanzionato nell’anno in corso 17 soggetti, di cui 7 persone per aver dichiarato il falso nelle richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, 2 persone per aver prodotto una documentazione, non rispondente alle vere condizioni economiche, al fine di beneficiarie di prestazioni sanitarie gratuite che diversamente sarebbero dovute essere a pagamento, nonché 5 persone per aver dichiarato un reddito inferiore o in alcuni casi pari a zero, al fine di poter beneficiare del bando del Comune di Caltanissetta per l’accesso ai cantieri di servizio riservato agli ex reddito minimo di inserimento.

Sui lavoratori del Reddito minimo d’inserimento, il comune di Caltanissetta aveva avviato, con forti tensioni sociali sfociate in plateali proteste, delle verifiche sui redditi effettivi dei beneficiari, trasmettendo, illo tempore, i dati alla guardia di Finanza.

Per il gratuito patrocinio il reddito complessivo familiare deve necessariamente essere inferiore a 11.369,24 euro annui, salvo eccezioni, quali maggiorazioni per i familiari conviventi.

Tali condizioni devono essere indicate nella “dichiarazione sostitutiva unica”, le cui informaizoni riportate devono essere veritiere.

Nel campo delle prestazioni sanitarie, la partita “si gioca” sulla indebita esenzione dal ticket sanitario, realizzato attraverso diversi espedienti, primo fra tutti, quello della falsa “autocertificazione reddituale”.

Per quanto riguarda i cantieri di servizio, la dichiarazione reddituale falsa comporta anche la reclusione da 1 a 5 anni e la multa da 309,87 a 1.549,37 euro dalla fattispecie penale prevista dall’art. 95 del DPR 115/2002, nonché il recupero delle somma corrisposte da parte dello Stato.

Le somme che sono state segnalate ai competenti uffici per essere recuperate ammontano a circa 45.000 euro.

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