Recovery Sud, Èco Sì scrive a Draghi: “La Sicilia centro strategico del Mediterraneo, sia messa in condizione di contribuire”

169

“La consapevolezza delle risorse dell’Isola e la sua posizione geopolitica strategica nello scacchiere del Mediterraneo, consentono di poter svolgere un ruolo fondamentale per lo sviluppo post-pandemico dell’ Italia e dell’ Europa”. Da quest assunto di partenza nasce l’impegno di E’.Co.S.I’ (Ecologia, Comunita. Sviluppo ed Inclusione), associazione politica fondata nell’agosto del 2020 da Bianca Guzzetta, Maurizio Caserta, Massimo Fundarò e Giovanni Ruvolo. La finalità dell’Associazione è stata quella di coinvolgere i cittadini siciliani nel dibattito sul Recovery Plan e lo sviluppo della Sicilia. L’associazione ha trasmesso una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi e al contempo ha avviato una petizione su Change.org in cui il documento progettuale viene sottoposto ai siciliani.

“La pianificazione del governo nazionale – si legge – così come previsto dalle procedure della Comunità Europea, deve passare dal coinvolgimento dei cittadini e dei territori, e per questo E’.Co.SI da mesi ha animato una serie di incontri su piattaforma digitale, coinvolgendo movimenti politici, rappresentanti di Università siciliane, associazioni e cittadini, rappresentativi delle 9 provincie dell’Isola, per condividere una visione complessiva dello sviluppo della Sicilia. Il percorso inclusivo ha prodotto un documento progettuale, che in questi giorni i sottoscrittori sottoporranno all’attenzione dei siciliani attraverso una raccolta firme sulla piattaforma change.org (https://www.change.org/p/mario-draghi-appello-a-draghi-la-sicilia-sfida-e-risorsa-per-l-italia-e-per-l-europa?utm_source=share_petition&utm_medium=custom_url&recruited_by_id=4372b1f0-9acf-11eb-9b0e-dbd38f1a985f) prima di essere inviato al Presidente Draghi, affinchè la decisione sulle somme ed i progetti da attribuire alla Sicilia non si strutturi con la logica delle elemosine compensative ma come serio investimento per lo sviluppo complessivo della Nazione”.

Nell’appello lanciato a Draghi dal titolo “La Sicilia: sfida e risorsa per l’Italia e per l’Europa” viene messo in evidenza che “è il momento che la Sicilia esca dall’angolo nel quale sembra ideologicamente relegata: non siamo una regione depressa o a rischio, ma dalle grandi potenzialità e piena di risorse, intelligenze, entusiasmi”.

Il Governo viene chiamato “a prendere finalmente in considerazione che la Sicilia può contribuire al rilancio europeo, ma deve essere messa nelle condizioni per farlo. L’Isola, infatti, può offrire all’Europa degli asset strategici vantaggiosi per tutto il continente. Ma può offrire tale contributo solo se si attrezza, con un grande processo di rinnovamento, di nuovo capitale fisico e umano e avvia riforme profonde”.

La Sicilia può essere: la porta sud dell’Europa e centro strategico del Mediterraneo; la prima isola totalmente carbon-free in Europa; uno dei principali nodi europei di trasporto e gestione dati; la regione europea più ricca di biodiversità; la regione europea più multiculturale.

Ma per farlo deve rafforzare e integrare in un’ottica sistemica la scuola, l’università, la formazione professionale e la sanità: eliminare la corruzione e le infiltrazioni mafiose nel sistema produttivo e burocratico; rafforzare le dotazioni infrastrutturali sostenibili; mettere in sicurezza l’equilibrio idrogeologico di città e campagne, affidando agli agricoltori il ruolo di custodi del territorio; riformare e semplificare istituzioni e burocrazia, potenziando la competenza delle pubbliche amministrazioni per rafforzare la loro capacità di spesa e di impatto.

“Il Piano di Rilancio e Resilienza Nazionale italiano deve offrire a tutto il paese e a ciascun individuo, in qualunque regione si trovi, una occasione per realizzare il suo progetto di crescita e di sviluppo individuale e comunitario. È una costante raccomandazione Europea che i programmi e le politiche nazionali passino attraverso un processo di consultazione pubblica approfondito e pervasivo. È importante che il nuovo governo del paese sposi appieno la vocazione europea alla partecipazione dal basso e chiami tutti ad esprimersi. La Germania negli anni 90 ha dimostrato che la sua ripresa è passata attraverso l’investimento e la fiducia nell’Est della Nazione. Allo stesso modo la Sicilia e il Sud sono e vanno considerati il secondo motore dell’Italia, essenziali per la ripresa e la rinascita dell’intero paese. A questo fine è importante che tutto il Sud si ritrovi compatto e ricerchi alleanze non solo con gli altri Sud di Europa, ma anche con realtà italiane ed europee in un’ottica trasversale”.

Firmano la missiva

Maurizio Caserta, Èco Sì

Massimo Fundarò, Èco Sì

Bianca Guzzetta, Èco Sì

Giovanni Ruvolo, Èco Sì

Alessandra Minniti, Dirigente Scolastica

Andrea Bartoli, Farm Cultural Park

Antonio Piraino, Associazione “Palermo in cammino”

Emanuele Sciascia, Caposettore, consorzio bonifica 9 Catania

Emanuele Villa, Associazione “Un’altra Storia”

Emiliano Abramo, Demos

Francesca Giammona, Dirigente Scolastica

Francesco Gruppuso, Associazione “Bosco Angimbé”

Franco Calderone, Referente regionale “Equità Territoriale”

Giuseppe Li Rosi, Presidente Associazione “Simenza”

Giuseppe Notarstefano, Professore LUMSA Palermo

Giusi Tumminelli, Ricercatrice Università di Palermo

Irene Collerone, Dirigente Scolastica

Maria Grazia Vinciguerra, Ricercatrice Università di Palermo

Maria Laura Geraci, Comitato NO Marine Resort San Vito Lo Capo

Massimiliano Vitrano, Manager Istituto di Credito

Maurizio Carta, Urbanista Università di Palermo

Maurizio Miliziano, Consulente giuridico e ambientale

Nunzio Meli, già coordinatore delle Sardine Siciliane

Valentina Chinnici, Consigliera comunale Palermo

Commenta su Facebook